Sandra ha scritto:Bellissima Cinzia ma come dicevo a Miao l'altro giorno potresti fare un bel copia incolla della ricetta e trascriverla sotto alla splendida foto? Grazie Ecco svelato l'arcano,allora esiste anche un pan di spagna alla Napoletana,bello
ora devo fuggire alla velocita' della luce: al mio rientro ci torno e faccio il copia incolla
Bellissimo Cinzia e deve essere stato anche di un buono pazzesco ( a giudicare dal buco)
Luciana In tutte le cose e' la passione che fa la differenza. Testarda
Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioniQUI
Sommessamente,vi dico che la zuppa inglese è un dolce tipico romanesco,fatto con strati di pds bagnato con alchermes,crema pasticcera arricchita di scorzette di arancia e cedro candite,bagnate con brandy e completata con la meringa....
Danidanidani ha scritto:Sommessamente,vi dico che la zuppa inglese è un dolce tipico romanesco,fatto con strati di pds bagnato con alchermes,crema pasticcera arricchita di scorzette di arancia e cedro candite,bagnate con brandy e completata con la meringa....
Infatti Dani c'é anche la zuppa inglese alla romana con canditi e scorzette ma la prima? Dimenticavo c'é anche una zuppa inglese alla toscana ,la riporta l'Artusi
Danidanidani ha scritto:Sommessamente,vi dico che la zuppa inglese è un dolce tipico romanesco,fatto con strati di pds bagnato con alchermes,crema pasticcera arricchita di scorzette di arancia e cedro candite,bagnate con brandy e completata con la meringa....
Infatti Dani c'é anche la zuppa inglese alla romana con canditi e scorzette ma la prima? Dimenticavo c'é anche una zuppa inglese alla toscana ,la riporta l'Artusi
Tu pensa che io la faccio con dentro la frutta sciroppata,pds,crema e alkermes (retaggio della famosa nonnetta Peppi ) La chiamiamo zuppa inglese sarda? Adesso vorrei sapere l'autentica inglese com'e'?? perche' a furia di interpretare c'e' rimasto solo il nome
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L'autentica é la somma delle varinati tendente all'infinito.................. Secondo me nessuno lo sa!!I toscani dicono che la loro é l'autentica,i ferraresi risalendo alla Corte Estense dicono che é loro,credo che i napoletani ed romani non ne richiedano la paternita ma si limitino a dare la loro versione Quella toscana almeno é stata possiamo dire certificata o catalogata dall'Artusi nel 1891
Altro bla bla trovato in rete,mi sembra preparato:
La zuppa inglese, uno dei dolci considerati più tipici della cucina modenese, ha al contrario - origini incerte. Nessuno, finora, è riuscito a dare una credibile spiegazione all'etichetta che si porta dietro. Non esistono documenti in proposito, ma pare che anche a Modena questo dolce, almeno nella preparazione seguita tuttora, cominci a comparire sulle tavole nella prima metà dell'800. C'è chi la definisce una zuppa "alla moda inglese" e chi, addirittura, azzarda una suggestiva tesi. Leo Codacci, in "Civiltà della tavola contadina", afferma che la zuppa inglese sarebbe stata "inventata" da una donna di servizio di una famiglia inglese residente sulle colline di Fiesole. Quella contadina toscana, avvezza da generazioni a non gettare niente di quanto restava sulla tavola, non riusciva a buttare via la biscotteria secca servita durante la giornata a corredo del tè o del Porto. Volendo fare economia anche in casa di chi non ne aveva bisogno, la domestica pensò di utilizzare quella grazia di Dio e di mescolare gli "avanzi" dei biscotti, della crema pasticceria (detta anche inglese) e del budino di cioccolato.
Nacque così, probabilmente, quel meraviglioso dolce al cucchiaio che è entrato prepotentemente in quasi tutte le cucine regionali italiane, anche se solo nella versione modenese vanta le accese bicromie del giallo e del rosso che ne fanno un piatto assolutamente "solare". La zuppa inglese non era un dolce della tradizione contadina, ma apparteneva agli usi delle famiglie borghesi, cui si deve il ricorso, un tempo abbastanza frequente mentre oggi quasi solo domenicale, all'abitudine del dessert. L'usanza è codificata anche da quel "santone" di Pellegrino Artusi, il quale nel 1891, nella prima delle oltre cento edizioni de "La scienza in cucina e l'arte di mangiare bene", dedica ampi capitoli ai dolci, che divide in pasticceria, torte e dolci al cucchiaio, siroppi (sic), conserve, liquori, gelati e cose diverse (sic). Del secondo capitolo (ricetta numero 675), fa parte anche la zuppa inglese, per la cui preparazione il "gourmet" romagnolo usa già savoiardi, alchermes e rosolio, suggerendo però, a differenza dell'abitudine "moderna", di usare come primo strato, in fondo allo stampo rovesciato, della marmellata di albicocche, pesche o mele cotogne. A deporre a favore dell'origine tosco-inglese della zuppa inglese, che il poeta dialettale napoletano Cesare Pascarella defini 'na sciccheria, c'è anche l'alchermes. Il liquore, anticamente, era prodotto a Firenze, con alcol e giulebbe, dai frati certosini e da quelli di Santa Maria Novella, e colorato con una polvere ricavata da una specie di cocciniglie femmine essiccate e macinate. Oggi, benchè confezionato industrialmente e usato nella preparazione di tanti dolci, conserva il nome che deriva da "al quermez", "kermes" e "quirimiz", parole che in spagnolo, in portoricano e in arabo, appunto, significano cocciniglia.un utente Yahoo
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Sandra ha scritto:A proposito ero convinta che la zuppa inglese fosse un dolce tipico della mia regione,l'Emilia romagna,ora scopro che fa parte della tradizione partenopea,che differenza c'é fra le due zuppe inglesi?Ne sapete qualcosa voi?Grazie!!
Gia' nel link che avevo messo c'erano non poche notizie,ora sappiamo molto ma mai tutto chissa.............la verita
Sandra ha scritto:Bellissima Cinzia ma come dicevo a Miao l'altro giorno potresti fare un bel copia incolla della ricetta e trascriverla sotto alla splendida foto? Grazie Ecco svelato l'arcano,allora esiste anche un pan di spagna alla Napoletana,bello
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è un attimo cinzia... in ogni caso l'ho fatto io!!! p.s. il biscuit alle mandorle quale?
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presa dal volume edizione Giunti di Enoteca Pinchiorri (lo zuccotto a modo nostro con frutta e verdura candite)
bisquit: 50 g di zucchero 50 g farina di mandorle 2 tuorli d'uovo 2 uova 3 albumi (o 90 g) 30 g di zucchero a velo 40 g di farina setacciata
Con la frusta elettrica montate l'uovo e i tuorli con lo zucchero e la farina di mandorle, finche' diventano bianchi. Montate gli albumi con lo zucchero a velo a neve non troppo ferma, quindi amalgamateli al composto di uova, prima una meta' poi il resto; aggiungete la farina e versate l'impasto nella teglia foderata di carta da forno. Passate in fornoa 200° per 7-8 minuti poi sformate e lasciate raffreddare su una griglia di pasticceria.
ps. oggi sono stata assente tutto il giorno: come detto sopra, dovevo andare via immediatamente perche' gia' in ritardo (come al solito). prossima volta copiero' anche la ricetta.
E' della tradizione emiliana e fiorentina ma...quello di Zero visibility con tutta la simpatia non è quello. La presenza delle fragole è " apocrifa " Sicuramente sarà buonissima ma.....io sono attaccato alle tradizioni.
Alberto Baccani ha scritto:E' della tradizione emiliana e fiorentina ma...quello di Zero visibility con tutta la simpatia non è quello. La presenza delle fragole è " apocrifa " Sicuramente sarà buonissima ma.....io sono attaccato alle tradizioni.
Alberto,avresti mica una ricetta da sottoporci?ovviamente quella tipica emiliana/fiorentina
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[b][color=#004080] Metto anche la mia versione, molto semplice e veloce, realizzata con i savoiardi.
Savoiardi, crema al cacao, crema pasticcera, 1 confezione di panna da montare, alchermes, marmellata di limoni (fatta da me)
Crema al cacao mezzo litro di latte, 40 gr di cacao amaro, 4 albumi, 80 gr. di zucchero, 30 gr. amido di mais, 1 stecca di cannella o cannella in polvere.
Crema pasticcera mezzo litro di latte, 4 tuorli, 80 gr di zucchero, 50 gr di farina, buccia di limone.
Preparare le creme e farle raffreddare, poi montare la panna e aggiungerne qualche cucchiaiata alle 2 creme.
Bagnare i savoiardi nell'alchermes diluito con acqua (100 ml acqua-150 ml alchermes), disporre in pirofila un primo strato di biscotti, un leggero strato di marmellata, coprire con crema al cacao e ripetere l'operazione con altri savoiardi, marmellata e crema pasticcera. Lasciare riposare in frigo e ricoprire di cacao al momento di servirla, servirla a temperatura ambiente.
Sandra ha scritto:Grazie Giovanna!!!Bella fettona!!!Anche a casa mia si faceva con i savoiardi!!!
Ed io che non ho mai fatto una zuppa inglese Dovrò decidermi Bella e grazie Giovanna
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