“CIMA alla maniera del Ponente Ligure”diana
Proverbio ligure:
Chi gh’à ö pan nö gh’à de denti, e chi gh’à i denti nö gh’à de pan!
Chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane!
Celebre invenzione ligure, la simma pinna è il piatto originale fra quelli a base di carne di tutta la regione. In realtà, la carne è solo l'involucro di un ripieno a base di vari ingredienti molto delicati.È una preparazione generosa perché regala un brodo leggero, ma gustoso. All'origine la cima era un piatto di recupero, ma col tempo ed il benessere si è trasformato in una ricca pietanza. L'elemento essenziale in questo piatto, anche se può sembrare strano, è la maggiorana, detta in genovese la persa.
Trovare la carne giusta per il riempimento non è facile. Deve essere una fetta sottile tagliata nella pancia del vitello, che va ripiegata a libro e che fuori dalla Liguria è difficile da trovare. Conviene ordinare la carne dal macellaio con qualche giorno d'anticipo.

INGREDIENTI
CIMA APERTA (OPPURE TASCA DI VITELLO) 1.200 kg.La base per fare la cima è un pezzo della cosiddetta copertina cioè la parte più esterna della pancia del vitellone.
Bietole 1Kg.(oppure stesso peso di lattuga)
Parmigiano
4 uova
2 uova sode
Una carota bollita e tagliata verticalmente in quattro
Cervella o midollo (se non è possibile trovarlo mettere del prosciutto cotto a dadini piccoli)
Chiodi di garofano – Noce Moscata
Alloro - maggiorana
Carota – Cipolla – Sedano – Aglio – Patata
Olio – sale e pepe q.b.
In una pentola capace irrorata bene d’olio evo , far stufare carota, cipolla, sedano, aglio, foglia di alloro e una patata tagliata a spicchi, per dare consistenza al sugo, aggiungere tre chiodi di garofano.
Nel frattempo cucite la cima sui due lati con punto catenella.
Per il ripieno:
Le bietole, andranno sbollentate in acqua calda, scolate , ben strizzate e tagliate a coltello, aggiungete le uova, il parmigiano , olio evo e il pane grattugiato se serve, il midollo e la cervella, che avrete preventivamente sbollentato in acqua calda e aceto e nettata bene dai filamenti residui, la maggiorana, salare e pepare.
Riempire la cima per un terzo, aggiungendo se lo desiderate, uno o due uova sode e una carota bollita, tagliata in tre in senso verticale, tutto cio’ per rendere piu’ coreografica la fetta di cima quando verra’ tagliata.
Finire di riempire la tasca per l’altro terzo, non riempitela troppo per evitare che scoppi durante la cottura. Chiudere e sigillare bene la cima con un punto a catenella.*
La cima puo’ essere cotta in due maniere:
- 1) Adagiarla nella pentola dove le verdure avranno stufato precedentemente, aggiungere vino
bianco facendolo sfumare e girate sovente la cima continuando a irrorare di vino bianco e brodo vegetale, fino a completa cottura, durata un’ora e mezza circa.
Se lo preferite, fate rosolare la cima nella pentola con le verdure, bagnando con il vino bianco e continuate la cottura trasferendola in una teglia oleata in forno a 175/180° per un’ora, un’ora e un quarto circa, continuando a bagnare con brodo vegetale.
Passate bene con il mixer, il composto di verdure, levando i chiodi di garofano e aggiungendo un po’ di aceto balsamico e un cucchiaino di zucchero.
A fine cottura porre la cima tra due piatti e sotto ad un peso per almeno tre ore, tagliare a fette e accompagnare con il sugo di verdure.
Noi preferiamo il secondo tipo di cottura:
- 2)*, bucate qua e là la carne con ago da lana o un punteruolo. Avvolgete la cima in un panno di cotone e mettetela a cuocere a fuoco minimo per due ore nel brodo. A cottura finita, scolate e ponete la cima tra due piatti con un peso sopra.
Fate raffreddare per un paio d'ore almeno e servite tagliando a fette non troppo spesse né troppo sottili.