Luciana_D ha scritto:Bellissimo procedimento Nico,anche se mi sembra un poco laborioso per via del siero bollito finche' gelatinoso.
non è il siero che diventa gelatinoso, ma gli amidi della farina a contatto con qualunque liquido bollente (anche con l'acqua bollita).
Se usi l'acqua è tutto molto più semplice. Il siero dà solo una spinta in più alla lievitazione (perché è ricco di zuccheri e proteine, forse anche di antiossidanti)
Luciana_D ha scritto:E' la prima volta che incrocio questo metodo.Tu da dove l'hai pescato?
le prime volte l'ho visto ricorrere in moltissime ricette di pani di segale, poi ho scoperto che è un vecchio trucco usato dai panettieri anche per i pani ordinari; pare che sia addirittura stato usato dai Toscani per fare quel pane che è il disonore della loro cucina.
Luciana_D ha scritto:Inoltre,mi pare di capire che il risultato sia una pasta di facile lavorazione,ossia abbastanza soda, visto che l'hai appiattita e arrotolata oppure era morbidona?
Insomma.....vogliamo sapere proprio tutto,tutto
no, ho usato un'idratazione altissima, come da ricetta. L'impasto non si può lavorare a mano per via della sua collosità, ma dopo parecchie ore di frigo -oltre a maturare per bene- l'impasto risulta facilmente maneggiabile, ma solo per pochi minuti, quel poco che ti permette di stenderlo e arrotolarlo (l'arrotolamento è un altro vecchio trucco per farlo crescere di più).
Se ti rimetti a lavorarlo torna colloso al crescere della temperatura.
Luciana_D ha scritto:Alta domandina: ricordaci come procedi per il tuo lievito liquido.da uno solido (ossia quello classico) come si procede?
Grazie

ci sono due metodi: il più semplice consiste nello sciogliere un tot di pm (p.e. 40 grammi) in pari peso di acqua e poi aggiungere pari peso di farina (non è un lievito idratato al 100% ma con i successivi rinfreschi lo diventerà); il secondo metodo - da usare se il primo non riesce entro un giorno - consiste nell'aumentare l'idratazione del rinfresco per gradi, quindi p.e.
-40 di pm con 40 di acqua e 30 di farina
-40 del lieviti precedente con 40 di acqua e 30 di farina
-40 del lieviti precedente con 40 di acqua e 30 di farina
-40 del lieviti precedente con 40 di acqua e 30 di farina
infine
-40 di pm con 40 di acqua e 40 di farina
Di solito il primo metodo riesce, ma in alcuni casi (o più probabilmente per imbranataggine della cookina di turno che non sa neanche osservare una crescita di volume) bisogna ricorrere al secondo.
