Questa ricetta è frutto di un'accurata ricerca, in quanto mio marito (di origini mantovane e buongustaio) si ricordava di aver mangiato questi ravioli a Mantova e, avendo di recente visitato la fiera Vinitaly, come sommelier, ha visitato un padiglione dove vendevano prodotti mantovani e ha ricevuto un piccolo ricettario dove veniva riportata tale ricetta realizzata come dolce fritto. Lui invece li aveva mangiati come un primo piatto, da qui la ricerca. Abbiamo anche interpellato una cugina di mio marito che abita a Mantova e che ha proprio un negozio di pasta fresca, per avere un aiuto. Essendo una ricetta del periodo rinascimentale questo è quello che ho realizzato con la benedizione (per fortuna) dei commensali:
Lessare un chilo di borlotti, passarli al setaccio, togliendo le bucce, e mescolarli con una dose di salsa saorina. Lasciar riposare per una giornata. Il giorno successivo fare una sfoglia utilizzando otto etti di farina e solo tre uova, per il resto aggiungere acqua q.b.; fare dei tortelli analoghi a quelli di zucca utilizzando il riprieno di fagioli e salsa. Una volta lessati in abbondante acqua salata i tortelli si fanno asciugare su un canovaccio. Si servono tiepidi o freddi, in una zuppiera, facendo strati successivi e condendo ogni strato con altra salsa saorina, preparata però con un litro di vino cotto, anzichè mezzo, e senza cannella o chiodi di garofano.
Note: Questi tortelli si chiamano sguazzarotti perchè devono sguazzare nel loro sugo.
Salsa Saorina: Aggiungere a mezzo litro di vino cotto due etti di noci pestate, la scorza di un paio di arance, tre mele grattuggiate, una fetta di zucca di circa mezzo kg., cinque chiodi di garofano, un pezzetto di cannella, un etto di zucchero e mezzo etto di pane grattuggiato. Mettere tutto al fuoco e far bollire per circa mezz'ora. Togliere i chiodi di garofano e la cannella e passare al setaccio.
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Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L'audacia ha in se' genio, potere e magia.Incomincia adesso. (Johann Wolfgang Goethe)
Interessanti questi piatti antichi. Grazie Alga Ho mangiato qualcosa di simile nella zona della Sicilia orientale, anche se ho ricordi vaghi. Ovviamente la forma data non era il tortellino, ma un impasto di semola e mosto con cui facevano delle tagliatelline, e condite con vino cotto (credo aggiungessero frutta tipo mele cotogne) mandorle, pistacchi, scorzette di arancia, cannella... Mi ha molto incuriosito anche se i nostri palati non sono più abituati a questi sapori abbastanza particolari.
silvana
L’ironia è una dichiarazione di dignità, un’affermazione della superiorità dell’uomo su ciò che gli capita. (Romain Gary)
Che lavoro! Interessante Alga, penso che proverò a fare la salsa saorina; è intrigante.
PS vai in dolce a vedere il cake alle castagne?
**************************** Licia “Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.” (Mark Twain)
“Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non sarà sprecato: è quello il posto in cui devono stare.E adesso metteteci sotto le fondamenta.” David Thoreau
Luciana In tutte le cose e' la passione che fa la differenza. Testarda
Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioniQUI
Questa e´uan ricetta chic! Non so perche´non potevo vedere la foto da casa e invece qui.....
"Voglio un cibo educato. Un solo aggettivo, che non ha bisogno di tante parole di contorno. Così ci riprenderemo il diritto al cibo, e non il suo rovescio. Questo è quanto (basta)". ´ Andrea Segre´(Cibo)