
La storia di come è nata la ricetta si trova qui.
In questa ricetta parlo di cime di rapa, ma in realtà quello che avevo in casa era della qualedda, una brassicacea che cresce spontanea in Sicilia (la chiamiamo anche cavulicchiu). Siccome però la qualedda non è facilmente reperibile fuori Sicilia, ho indicato come ripieno le più note cime di rapa, il cui sapore è molto simile.
Avevo in casa della qualedda portatami espressamente dai miei Zii dalla Sicilia e ho pensato di usarla per realizzare questi

SOLI RIPIENI ALLA QUALEDDA (OPPURE ALLE CIME DI RAPA)
Per la sfoglia:
300 g di farina 0
3 uova
Per il ripieno:
400 g di qualedda (o cime di rapa) già mondata
50-70 g di parmigiano grattugiato
3 o 4 acciughe dissalate
1 peperoncino grosso o 2 piccoli
1 spicchio d'aglio
olio extravergine di oliva
sale
Per condire:
burro
semi di Nigella
Sul piano di lavoro fare la fontana con la farina, praticare una fossa al centro, versarvi le uova leggermente sbattute (assorbono meglio la farina) e impastare fino ad ottenere una palla di impasto liscia e setosa.
Metterla a riposare per almeno un'ora in un recipiente chiuso ermeticamente.
Lessare in abbondante acqua salata la verdura mondata; nel frattempo versare in una larga padella 6 cucchiaiate di olio di oliva, grattugiarvi lo spicchio d'aglio e mettervi le acciughe dissalate. Mettere su fiamma bassa finché le acciughe non si sono sciolte nell'olio. Aggiungere a questo punto le verdure lessate e leggermente scolate e farle saltare nell'olio insaporito. Sbriciolarvi sopra il peperoncino.
Mettere le verdure nel bicchiere del frullatore e ridurle in crema; rimetterle in padella e farle andare mescolando con un cucchiaio di legno, finché non si saranno asciugate.
Versarle su un piatto, allargarle e farle raffreddare, quindi unirvi il parmigiano grattugiato.
Tirare la sfoglia molto sottile con il mattarello (vi si devono vedere in trasparenza le venature del legno), poi tagliarla a quadrotti di circa 6 cm di lato e porre al centro della metà di essi una pallina di ripieno.
Aiutandosi con un pennellino inumidire i bordi dei quadrotti con il ripieno e posarci sopra gli altri quadrotti. Premere delicatamente con le dita tutto intorno al ripieno per fare uscire l'aria e sigillare.
Con l'apposito stampino ricavare i "soli" dai quadrotti.
Lessare i soli in abbondante acqua salata, scolarli con la schiumarola, condirli con burro fuso a piacere e cospargerli con semi di Nigella.
Sono buoni da non dirsi!



e sei anche bravissima a fotografare!
questo può dipendere dal nome dialettale che può cambiare, come capita spesso, da un luogo all'altro della Sicilia. E' una verdura amara? perche mi verrebbe da pensare ai "cavuliceddi". Hai una foto di questa verdura?


