Allora, riprendendo il discorso sulla incordatura, occorre forse partire prima dal concetto di elasticità. Fino ad un mesetto fa ne avevo un concetto un po' distorto poi una sera ho deciso di andare in trasferta nella provincia di Napoli per mangiare la pizza napoletana in un ristorante che aveva ottenuto il riconoscimento del gambero rosso per il suo prodotto verace. Il proprietario, nonchè pizzaiolo, mi ha concesso gentilmente di stare a guardare lateralmente cosa accadeva dietro al bancone. Dopo la stesura e il condimento ha sollevato la pizza per metterla sulla pala e ha fatto quello che i pizzaioli napoletani chiamano il tiraggio delle orecchie allargando il disco. La cosa era talmente bella che gli ho detto che quella pasta era splendidamente elastica con una maglia glutinica così forte che non si lacerava. Con grande sorpresa mi ha sorriso dicendomi che di elastico quel disco e quella pasta avevano ben poco altrimenti non si sarebbe stesa e allungata in quel modo.E' stato per questo motivo che ho deciso di approfondire e, grazie soprattutto alla disponibilità e preparazione scientifica di molti amici virtuali pizzaioli e non, ho potuto comprendere che l'elasticità è un concetto che riguarda la capacità di un impasto di opporsi alla sua estensione
Ecco perchè l'impasto presentato da Rosalba non può essere incordato ma nemmeno molto elastico, in quanto si estende senza tornare indietro anche allungandolo da un solo lato. Per fare in modo che sia omogeneo e non si spezzetti tutto praticamente è stato sufficiente formare la maglia glutinica nel punto iniziale della curva di elasticità la quale è perciò minima.
Ciao

