Mi attacco al post di Dida e ai suoi meravigliosi passatelli.
Vorrei riportare i passatelli in brodo di Sabrina Gasparri che ringrazio per avermi concesso la possibilità di copiarli sul forum!
di Sabrina Gasparri apparsi sul blog MTCPer 4 persone:
2 uova
un etto di pane grattato
un etto di parmigiano reggiano
noce moscata
un quartino di gallina
un pezzetto di doppione
un osso con midollo
un pezzetto di coda o di gommosa
una carota
un gambo di sedano
una cipolla gialla steccata con qualche chiodo di garofano
sale
Prepara il brodo mettendo in una pentola alta la carne, le verdure e coprile di acqua fredda.
Portare ad ebollizione, schiumare più volte, abbassare la fiamma e cuocere per almeno tre ore. Il brodo è pronto quando la carne si sfalda.
Intanto prepara l’impasto per i passatelli.
Grattugia finemente il pane comune non salato, setaccialo eliminando eventuali pezzetti di crosta. Grattugia anche il parmigiano e abbondante noce moscata.
Metti gli ingredienti nella spianatoia, aggiungi le uova e impasta velocemente.
L’impasto deve risultare morbido ma non appiccicoso. Se necessario aggiungi altro pangrattato e formaggio nelle stesse proporzioni.
Avvolgi l’impasto nella pellicola e lasciaro riposare a temperatura ambiente.
Una volta pronto il brodo, filtralo con un colino, aggiusta di sale e riportalo ad ebollizione. Abbassa la fiamma e comincia a preparare i passatelli facendoli passare attraverso il ferro o lo schiacciapatate e buttali nel brodo. Non devono bollire molto forte per non rischiare di romperli.
Non devono bollire più di un minuto.
Servili caldi in tazze o piatti fondi.
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Ricopio fedelmente anche la loro storia.Tra tortellini e cappelletti io scelgo i passatelli.
Per me è sempre stata la minestra in brodo preferita. Potrei mangiarne per ore senza stancarmi.
I passatelli sono la Romagna, ma sono anche le Marche, quella parte che si fonde con la Romagna e che ne condivide gusti e sapori.
La loro storia è lontana. L’Artusi già ne parlava nel suo trattato. Pare che discendano dalla tardura detta anche stracciatella, minestra di uova sbattute con la forchetta alle quali va aggiunto formaggio e pangrattato e buttata nel brodo bollente. Questa minestra veniva servita alle puerpere per dare loro forza dopo le fatiche del parto.
I piatti di tradizione appartengono alle famiglie che conservano le proprie ricette esclusive.
In realtà i passatelli non sono soggetti a tante variazioni. Le uniche di rilievo sono l’aggiunta della scorza di limone grattugiata o di midollo. Quest’ultimo rende più morbido l’impasto. Alcuni mettono l’odore della mortadella per insaporirli ancora di più.
Si preparano utilizzando il ferro dei passatelli, antico strumento formato da un disco circolare forato, dotato di manico di legno. Si appoggia il ferro forato sull’impasto compatto e con il manico si fa pressione in modo che dai fori escono i passatelli.
Questo strumento caduto in disuso per tanti anni, ora è reperibile nei negozio più forniti di casalinghi, oppure si riescono a trovare ancora pezzi originali in giro per i mercatini. In mancanza del ferro si può utilizzare uno schiacciapatate a fori larghi.
Gli ingredienti sono semplici: pane comune raffermo, parmigiano reggiano molto stagionato, uova e noce moscata come se piovesse.
Dicevo, gli ingredienti sono semplici, ma se non si rispettano alcune accortezze si rischia di non avere i passatelli ma una stracciatella.
Pane e parmigiano devono essere grattugiati finemente e devono avere una grana molto simile. Per questo è meglio che il parmigiano non sia freschissimo, se è un po’ secco è preferibile.
Consiglio di impastare gli ingredienti su una superficie rigida e fredda, piuttosto che una terrina, e di rispettare il rapporto uno ad uno tra pangrattato e parmigiano.
La morte loro è il brodo, ma anche asciutti diventano un primo piatto da gourmet.
Cotti nel brodo di gallina e conditi con burro fuso e tartufo sono una vera prelibatezza e un’alternativa al primo piatto nelle feste del Natale.
Cotti nel fumetto di pesce e conditi con arselle e vongole veraci magnificano una cena di pesce.
Diventano vegetariani se li cuociamo in brodo vegetale e li condiamo con asparagi e carciofi.
Sfiziosissimi d’estate, conditi con pomodoro fresco e basilico.
I passatelli, un piatto tipico della cucina di recupero della tradizione contadina, che in un attimo diventa un piatto da re.