“Viva la pappa pappa! Col popopopopomodoro!”
Canticchiava così una giovane Rita Pavone in Gian burrasca, vecchia ma gradevolissima serie tv per adulti e
bambini del 1964/65, che è stato poi replicato nel 75 e nell’82, sempre su Rai1 (se ne ricavò anche un film
con Alvaro Vitali).
La storia è ambientata in Toscana, nel 1905 (Vanda, l’autore dello scritto, lo pubblicò nel 1907) e il piccolo
Giannino Stoppani ne combina di tutti i colori, tanto da finire nel collegio, dove ripetutamente invocherà la
pappa al pomodoro al posto della minestra di riso.
Oggi questo semplicissimo piatto, tanto antico per le sue origini, quanto attuale per la sua prelibatezza,
viene ancora preparato per piatti e piccini ed è un successo sia d’estate (quando il pomodoro è fresco e lo si
può servire freddo) sia d’inverno (utilizzando i pelati in versione zuppa calda).
Sarebbe già perfetto così, ma non me ne vogliano i toscani, se, da siciliana quale sono, mi permetto
di aggiungervi delle seppie fritte o anche dei calamaretti a spillo, sempre fritti e poi infilzati da lunghi
spiedini, per creare un contrasto di temperature e consistenze diverse (fredda e morbida la zuppa, calde e
croccantine le seppie).
Essendo una ricetta antica e popolare, ne esistono parecchie versioni. Quella eseguita oggi forse non è tra
le più autentiche, ma indubbiamente semplice, economica e gustosa.
Ingredienti
350 g di pane toscano raffermo di 3 giorni
600-700 g di pomodori
Brodo vegetale
Olio evo toscano
Basilico
2-3 spicchi di aglio
2-3 seppie a testa
Un pugnetto di farina di mais bramata
Olio per friggere
Procedimento
In un tegame, rosolare l’aglio schiacciato in tre cucchiai di olio evo toscano.
A parte tagliare a tocchetti il pane e tuffarlo nell’olio.
Sminuzzare il basilico con le mani e bagnare tutto con il pomodoro, spellato, in parte a tocchetti e in parte
sbriciolato.
Lasciar insaporire per qualche minuto e bagnare con brodo caldo secondo la consistenza desiderata.
Cuocere per 15 minuti o fin quando la zuppa si trasformerà in crema (a questo proposito, meglio mescolare
sempre).
Lasciar raffreddare.
A parte, pulire e togliere la pelle alle seppie. Passarle nel mais e friggerle in abbondante olio.
Passarle su carta assorbente per eliminare il liquido in eccesso, infilzarle con uno stecco di bambù o di legno
e servire dentro la pappa al pomodoro, aggiungendo se gradito altro basilico e un filo di olio evo.