Cari amici/e, devo comunicarvi che la Comunità europea sta modificando (anzi ha già modificato, in pratica) il reg 1019/02 che regolamentava il commercio degli oli “da oliva”, nelle varie tipologie, nelle indicazioni di etichettatura, ecc. Siccome c’era già sufficiente confusione dalla quale scendeva la non-conoscenza dei consumatori, ecco le modifiche: 1) Uno dei problemi era quello di far conoscere l’origine del prodotto. (Perbacco avrò diritto di sapere se l’olio che acquisto è nato da olivi che vivono in un certo posto, che il frantoio e “il tale” che opera “lì” o è invece un blend di oli provenienti dall’uno o dall’altro posto !). Ecco la soluzione: a) nel caso un olio provenie da uno Stato membro è accettata sia la definizione “made in (Paese di origine)” sia un generico “Made in Ue”. b) nel caso un olio proveniente da un Paese terzo dev'essere indicato in base ai regg 1019/02 e 2913/92(materia doganale). Nel caso più comune delle miscele di oli prodotti in più di uno Stato membro o in Paese terzo, le diciture a seconda dei casi saranno: c) “miscela di oli d’oliva comunitari” o un riferimento alla Comunità d) “miscela di oli d’oliva non comunitari” o un riferimento all’origine non comunitaria e) “miscela di oli d’oliva comunitari e non comunitari” Il nuovo regolamento, nel caso di olio originario di un solo Paese non impone l’obbligo di indicare l’origine del Paese ma lascia la scelta al produttore che potrà indicare, a sua discrezione, “made in (Paese di origine)” oppure “Made in Ue”. L’indicazione “Made in Ue” però potrà essere ugualmente utilizzata nel caso di blend di oli provenienti da più Paesi comunitari al posto della dizione “miscela di oli comunitari”. Rispetto all’attuale normativa l’unico vantaggio per il consumatore sarà quello di sapere se l’olio è di provenienza comunitaria o extracomunitaria, o è una miscela di oli comunitari ed extracomunitari. L’indicazione “Made in Ue” sarà utilizzabile sia dalle industrie e dai grandi imbottigliatori che si approvvigionino da Paesi dell’Unione europea sia dai piccoli produttori che sceglieranno la definizione generica piuttosto che assoggettarsi al laborioso sistema del “Made in Italy”. E’ da prevedere anche che il prezzo dell’operazione sarà molto alto.
2) Miscele Da anni, a causa degli interessi in gioco, piuttosto alti, ed alla faccia delle conseguenze che saranno devastanti, ecco finalmente risolto l’argomento, alquanto spinoso, relativo alle miscele tra oli da oliva e oli da semi o da germi. Fino ad oggi tali miscele sono state sempre considerate frodi in commercio. Questa legge ha pensato di renderle legali: un’amara sconfitta, un pesante arretramento quindi non, come si sostiene in UE, di una scelta "lungimirante e positiva". E’ facile immaginare il sospetto che vi siano stati gruppi di pressione da tempo interessati a "spingere" in tale direzione. Mentre finora si vietava sul loro territorio degli Stati membri la produzione delle miscele di oli di oliva e di altri oli vegetali “... per il consumo interno”, ora si introduce che gli Stati membri “sul loro territorio non possono vietare la commercializzazione delle suddette miscele di oli provenienti da altri Paesi, né possono vietare la produzione, sul loro territorio, di dette miscele ai fini della commercializzazione in un altro Stato membro o dell’esportazione.” ... e vai ! E’ difficile scommettere che qualcuno ha venduto l’anima e altrettanto ha fatto chi doveva vigilare e battersi per impedire il via libera alle miscele ? e cosa avrà ottenuto in cambio ? Provateci a pensarci anche voi perché da solo non ci arrivo !. 3) L’entrata in vigore del nuovo regolamento avverrà probabilmente a partire dal 1/7/2009.
Arancina ha scritto:.... prendo quasi esclusivamente oli monocultivar o comunque con marchio dop
tu sei saggia, ma come se la cavano le infinite "casalinghe di Voghera"?
beh piu' che saggia, sono rimasta abbastanza sconvolta da alcuni articoli de Il Salvagente, pubblicati lo scorso anno, a questo proposito. A quel punto, ho ritenuto che fosse decisamente piu' importante la mia salute che spendere qualche euro in piu': quelli li togliamo da altro. Inoltre, girando tra coop ed esselunga, si trovano spesso gli oli un po' piu' "pregiati" in offerta. Per adesso, ad esempio, si trova il feudotto, che e' un Val di Mazara dop, interamente di olive nocellara del belice. Oltretutto ho un amico che lavora alla forestale di Palermo e si occupa esattamente della certificazione degli oli dop, quindi mi da' delle dritte su cosa val la pena comprare e cosa e' meglio lasciare sul banco. ci sono tante aziende che non vendono alla grande distribuzione e fanno prodotti eccellenti: Se abitassi giu', saprei approfittarne ma qui bisogna contentarsi
Anch'io ho la fortuna di comperare direttamente dal produttore in Liguria ma capisco che per le altre persone sia un problema serio e soprattutto che può incidere sulla salute.
Daniela Mari Griner
In amore, come in cucina, ciò che è fatto troppo in fretta è fatto male. Anonimo