Mandilli de saea (lasagne liguri)
I “mandilli de saea”, ovvero “fazzoletti di seta”, sono una pasta fresca tipica genovese: lasagne sottilissime, servite tradizionalmente con pesto o con il “tuccu”, un sugo ricco e profumato di carne. Una ricetta antica, da riscoprire.
Tempo di preparazione:Tempo di cottura:
Tempo totale:
Porzioni: 6 porzioni
Cucina: Ligure
Ingredienti
- Per la pasta (versione con uova):
- 500 g di farina 00
- 5 uova intere
- 1 cucchiaio di semola
- 1 cucchiaio di olio
- 500 g di farina 00
- 200 ml di acqua
- Sale q.b.
- 1 pezzo di manzo (arrosto) da circa 500 g
- 1 carota
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla
- 1 spicchio d’aglio
- 1 rametto di rosmarino
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- 1/2 bicchiere di vino bianco secco
- 3–4 cucchiai di passata di pomodoro
- Brodo di carne q.b.
- Sale e pepe q.b.
Per la pasta (versione senza uova):
Per il tuccu (sugo di carne):
Preparazione
- Preparare la pasta con la versione scelta: impastare gli ingredienti fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Far riposare coperto (30 minuti in pellicola per la versione senza uova, 30 minuti all’aria per far asciugare leggermente la sfoglia se si usano le uova).
- Tirare la sfoglia sottilissima con il mattarello. Tagliarla in rettangoli grandi come fazzoletti da signora. Lasciarli asciugare leggermente su un telo pulito.
- Preparare il tuccu: in una casseruola, rosolare il pezzo di manzo in olio extravergine d’oliva. Aggiungere il trito di carota, sedano, cipolla, aglio e rosmarino. Bagnare con il vino bianco, lasciar evaporare.
- Unire la passata di pomodoro e coprire con brodo caldo. Cuocere a fuoco basso, coperto, per almeno 3–4 ore, aggiungendo brodo quando necessario. Il sugo deve risultare denso e profumato e la carne sfatta.
- Cuocere i mandilli in acqua bollente salata, pochi alla volta, e scolarli delicatamente con la schiumarola.
- Condire man mano con il tuccu caldo o con pesto diluito con poca acqua di cottura. Servire subito.
E' una ricetta antichissima, che a Genova ormai non si fa quasi più – quanto meno non con la sfoglia tirata col mattarello – ma che è di una bontà incredibile. Sono le nostre lasagne, tirate in sfoglia sottilissima sì da apparire come dei fazzoletti (da signora
Fatta eccezione per il lessico familiare, i mandilli famosi a Genova sono due: uno è il Santo Mandillo, la nostra Sindone, per dirla in breve, intorno alla quale ruota da secoli la devozione popolare della città.
L'altro mandillo – anzi: gli altri *mandilli* – sono invece le nostre lasagne, che la tradizione vuole che si tirino sottili come un fazzoletto di seta: *mandilli de saea*, infatti, è il loro nome completo e prevedono una lavorazione lunga, col mattarello e con almeno una buona mezz'ora di asciugatura.
Si mangiano per tradizione col pesto o col tuccu, il sugo di carne dell'arrosto, che di solito costituisce la seconda portata, e sono talmente sottili che, una volta, si facevano cuocere a due per volta, per evitare che si rompessero in cottura.
Un'ultimissima cosa: il nostro "tuccu" è l'antenato della più celebre Genovese napoletana. Anche qui, c'è una lunga storia che ci vede, come al solito, sempre in mezzo




.....appena trovo qualcuno che riesce a stendermi la pasta così sottile, li faccio!!! 

