Torta meringata al formaggio
Una torta salata ricca di storia e memoria, ideale per pic nic o per stupire con un tocco finale scenografico.
[preptime]PT1H</preptime]Tempo di cottura:
Tempo totale:
Porzioni: 6 porzioni
Cucina: Inglese
Ingredienti
- Pasta brisèe (con scorza di 1/2 limone grattugiata)
- 600 ml di latte
- 80 g di farina
- 50 g di burro
- 150 g di gruviera (o cheddar poco stagionato)
- Sale q.b.
- 3 uova intere
- 1 albume
- Qualche goccia di succo di limone
Preparazione
- Preparare una pasta brisèe con la scorza di mezzo limone grattugiata, stenderla in uno stampo da pie imburrato e metterla in frigorifero per circa 30 minuti.
- In un casseruolino, sciogliere il burro a fuoco basso e unire la farina mescolando con un cucchiaio di legno fino a ottenere un roux.
- Aggiungere il latte freddo poco alla volta, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
- Cuocere la salsa fino a ebollizione, poi unire il formaggio grattugiato. Se necessario, lasciare sobbollire ancora per farla addensare bene. Aggiustare di sale e lasciar raffreddare.
- Accendere il forno a 200°C. In una terrina, mescolare la bechamelle raffreddata con le uova, uno alla volta. Regolare di sale.
- Versare il composto nel guscio di brisèe e cuocere in forno per circa 20 minuti.
- Lasciare raffreddare completamente se destinata al trasporto o al pic nic.
- Per una presentazione più scenografica, montare un albume a neve fermissima con un pizzico di sale e qualche goccia di limone. Distribuire il composto sulla superficie della torta fredda usando una sac-à-poche, coprendo tutta la superficie.
- Passare sotto il grill del forno per 2-3 minuti, fino a doratura. Servire subito con insalatine fresche.
Questa è una delle torte a cui sono più affezionata, in assoluto: ho raccontato tutta la storia sul blog, ma siccome è un po' lunga non vi sto ad annoiare con i dettagli. Basti dirvi che è una delle tante, tantissime ricette che mia mamma aveva importato dall'Inghilterra, quando era tornata in Italia e che sono state il leit motif della mia infanzia.
In particolare, questa era la torta da pic nic, comprese le gite della parrocchia, ai tempi in cui il massimo della modernità erano i panini col pancarrè al posto del pane del giorno prima (quando ero piccola io, la domenica i fornai erano chiusi- e pure tutti gli altri negozi). Anche se mi piaceva da morire già allora, volendo sentirmi come tutti gli altri, barattavo le fette di questa torta con quello che c'era negli zaini dei miei amici i quali, neanche a dirlo, facevano a gara per aggiudicarsi il pezzo più grosso.
Crescendo, ce la siamo un po' dimenticata, anche se ha fatto parte del patrimonio che ci siam portate in dote, mia sorella ed io, quando ci siamo sposate e abbiamo iniziato a cucinare sul serio. Mi è tornata in mente in questi mesi, insieme a tanti altri ricordi e così l'ho rifatta. Per fortuna, l'ho trovata buona come allora e anche se avevo un po' di remore a pubblicarla sul blog, proprio perchè non è una ricetta come le altre, ma un crocevia di memorie familiari e di storie private, alla fine ho rotto gli indugi e l'ho fatto. E ora la posto anche qui, per ringraziarvi di tutto l'affetto che mi avete dimostrato.
Superfluo aggiungere che sia una bomba- di calorie e di colesterolo: ma se avete in programma uno strappo alla regola, fateci un pensierino: ne vale davvero la pena.



