A volte mi chiedo come si faccia a essere così ignoranti. Perché qui non si tratta di non saper cucinare e di non sapere cos'è la forza delle farine ‒ cose legittime e per niente deprecabili ‒, ma di essere sprovvisti delle più elementari nozioni di chimica, biologia e fisica, in base a cui bisognerebbe conoscere la distinzione tra cottura convenzionale (che si basa sul banale trasferimento di calore dovuto all'immissione dell'alimento in una camera dotata di una o più fonti di calore, prodotto da resistenze elettriche ovvero da fiamme alimentate da gas o materiale combustibile) e cottura a microonde. E, soprattutto, di chiudere la porta all'apprendimento, perché nonostante la continua esposizione a un medium in grado di fornire numerose nozioni in materia si commettono errori così grossolani e lo si dice pure candidamente, con tanto di spocchia e presunzione. Se poi a certe persone si fa notare, con garbo, che quello che hanno fatto non sta né in cielo né in terra... si offendono pure
Questa è l'ignoranza che non riesco a tollerare, che non è semplice mancanza di conoscenza, cosa di cui siamo inevitabilmente tutti vittime, ma totale impenetrabilità ad essa, cioè rifiuto assoluto di acquisire nozioni, riconoscere i propri limiti e confrontarsi con gli altri in maniera costruttiva e non solo per scambiarsi complimenti.D'altronde, la differenza tra Internet e i cosiddetti vecchi media è che a questi ultimi siamo esposti passivamente (anche se, come ampiamente dimostrato dalla sociologia, la comunicazione può essere solo apparentemente unilaterale, perché in realtà si basa su processi rituali), mentre le applicazioni di Internet richiedono una partecipazione attiva dei fruitori. Che vale a dire anche un altro tipo di intelligenza...
Perdonatemi per lo sfogo.

