DifficoltàFacile https://blog.giallozafferano.it/chezbib ... rtino/amp/ CostoEconomico Tempo di preparazione15 Minuti Tempo di riposo3 Ore Tempo di cottura30 Minuti Porzioni4 – 6 persone Metodo di cotturaFrittura CucinaItaliana Ingredienti 250 g farina di semola di grano duro rimacinata 4 g lievito di birra disidratato 250 ml acqua (circa) 25 g uva sultanina 10 g semi di finocchio zucchero cannella in polvere sale olio (per friggere) Preparazione delle frittelle di San Martino Mettete l’uvetta in una ciotolina, copritela di acqua calda e lasciatela riposare per venti minuti. In una capiente ciotola mescolate la farina di semola di grano duro con il lievito per birra disidratato. Aggiungete l’acqua a filo, mescolando continuamente con una frusta, fino a quando non otterrete un composto denso, ma fluido (potrebbe essere necessaria più acqua, a seconda del grado di assorbenza della farina).
Aggiungete al composto ottenuto l’uvetta ben strizzata, i semi di finocchio e un pizzico di sale, mescolate a fondo e coprite la ciotola con della pellicola per alimenti. Lasciate riposare in un luogo caldo e lontano dalle correnti di aria per due o tre ore, fino a quando il composto non sarà raddoppiato di volume.
A lievitazione completata scaldate abbondante olio per friggere in una padella dai bordi alti. Friggeteci l’impasto a cucchiaiate poco per volta, per pochi minuti, fino a doratura. Raccogliete le vostre frittelle di San Martino con una schiumarola e lasciatele asciugare dell’olio in eccesso mettendole su di un piatto rivestito di carta assorbente da cucina o carta per fritti, per pochi minuti. Passatele subito, mentre sono ancora calde, nello zucchero mescolato a piacere con un po’ di cannella. Servite subito.
Non ancora ,non ho il lievito disidratato, Chissà il lievito fresco? Che dici Clara? Vorrei provare senza esagerare, con il fritto che non facciamo mai ,semmai mezza dose così ci togliamo lo sfizio .
Generalmente una bustina di 7 gr di lievito secco o disidratato corrisponde a 25 gr di lievito fresco. Quindi, facendo due proporzioni, lì ne servirebbero circa 15 gr. , che mi sembrano anche tantini Boh! Prova Annamaria, poi ci dici
Facci sapere, Annamaria Pure io pendo che il lievito sia troppo rispetto alla quantità di farina, secondo me 10gr di lievito fresco sono già tanti. Ma sono perplessa pure per l’uso esclusivo della semola rimacinata di grano duro, al massimo avrei fatto un misto tra farina zero e semola. Ma sicuramente sono io che sbaglio perché non conosco la ricetta.
Neanche io la conosco ,con la semola che consistenza avranno, saranno più panose? Beh le vorrei provare Devo prendere anche l uva sultanina. Il fatto che ci siano pari acqua e pari farina, mi sa che l impasto è più liquido ,poi vorrei mettete meno lievito e aspettare semmai un po di più!
Queste sono sfince di S. Martino e qui ci vorrebbe Silvana per capire cosa fare Silvana!!!! Le Sfinci di San Martino, noti anche come frittelle o zeppoline di San Martino, sono piccoli dolci fritti con una ricetta incredibilmente semplice. Questi deliziosi dolcetti sono un’autentica tradizione della cucina contadina nel territorio di Ragusa, dove vengono preparati in occasione di San Martino. In molte altre regioni della Sicilia, invece, le sfinci sono tipiche anche durante le festività natalizie, a volte in una variante salata.
Le Sfinci di San Martino
Le “Sfinci,” seguendo la ricetta tradizionale, sono un dessert fritto incredibilmente semplice, con radici antiche. Questi piccoli bocconcini di pasta sono dolcissimi, con una consistenza esterna croccante e un cuore incredibilmente soffice. Dopo la frittura, vengono generosamente cosparsi di zucchero e cannella, creando una vera delizia pronta in un attimo!
Essendo un dessert fritto, sono l’accompagnamento perfetto per il tradizionale pranzo o cena di San Martino, soprattutto quando si degusta il vino appena prodotto. Le Sfinci rappresentano una ricetta tipica siciliana che si prepara in diverse occasioni durante l’anno in Sicilia. In particolare, vengono preparate per San Martino, il 11 novembre, ma anche durante il periodo natalizio, spesso in una variante salata, e in occasione di San Giuseppe, la festa del papà.
La versione tradizionale dolce delle Sfinci è quella tramandata dalle nostre nonne, realizzata con un impasto semplice a base di semola, acqua e lievito. Spesso sono cosparse di zucchero semolato, ma è possibile trovarle anche con uvetta o condite con semi di finocchio o semi di anice se si preferisce un tocco salato.
La storia delle Sfinci di San Martino San Martino è uno dei primi santi non martiri dichiarati tali dalla Chiesa ed è celebrato sia in Italia che in Europa. In Sicilia, come nel resto d’Italia, la tradizione di festeggiare ogni santo o festività attraverso le ricette dedicate è ben radicata.
Le ricette delle Sfinci, avendo antiche origini, presentano molteplici varianti e differiscono da luogo a luogo. Alcune varianti includono la preparazione dell’impasto con patate schiacciate e bollite per ottenere una consistenza più morbida, o l’uso di latte al posto dell’acqua, seguendo la tradizione del luogo. Nel Catanzarese, è comune aggiungere semi di finocchio, semi di anice o persino acciughe per una versione salata, perfetta anche come antipasto sfizioso.
Nella versione tradizionale delle Sfinci di San Martino che vi propongo, ancora calde, vengono rotolate nello zucchero semolato e spolverate con cannella in polvere. Come si può resistere a una tentazione così golosa?
Come preparare le Sfinci di San Martino Ingredienti per le Sfinci di San Martino 300 g Patate 250 g Farina di grano duro 250 g Farina 00 60 g Zucchero 50 gburro (morbido) 2 Uova 350 ml latte (tiepido) 1 scorza d’arancia q.b.cannella in stecca (o in polvere) 1 bustinaVanillina 12 g lievito di birra fresco 1 l olio di arachide q.b. zucchero a velo Cosa serve per le Sfinci di San Martino 1 Ciotola Pellicola per alimenti 1 Tegame 1 Schiumarola 1 Piatto Carta assorbente Preparazione delle Sfinci di San Martino Ecco come preparare le Sfinci di San Martino:
Iniziate cuocendo le patate, sbucciatele e passatele con uno schiacciapatate. Raccoglietele in una terrina o un contenitore sufficientemente ampio. Aggiungete le due tipi di farina, lo zucchero e il burro morbido tagliato a pezzetti. Iniziate ad impastare. Una volta che il burro si è ben amalgamato agli altri ingredienti, incorporate le uova, la vanillina e la buccia grattugiata dell’arancia. Aggiungete anche delle piccole pezzettini di scorza di cannella (potete utilizzare anche cannella in polvere se preferite) e il lievito sbriciolato. Versate il latte tiepido poco per volta, aggiungendone quanto serve per ottenere un impasto molto morbido. La quantità può variare a seconda dell’acqua contenuta nelle patate e delle dimensioni delle uova. È consigliabile iniziare con meno latte di quanto indicato e, se necessario, aggiungerne successivamente. Coprite il contenitore con un coperchio o della pellicola alimentare e lasciate riposare in un luogo tiepido. Il forno spento con la luce accesa è l’ideale. Lasciate lievitare fino al raddoppio del volume, circa 1 ora e mezza o più. Quando l’impasto ha raddoppiato, dovrebbe apparire come una spugna. A questo punto, scaldate abbondante olio in una pentola. Prelevate delle mezze cucchiaiate di impasto e, aiutandovi con il dito, fatelo scivolare nell’olio caldo. Le Sfinci dovrebbero galleggiare nell’olio per gonfiarsi adeguatamente. Lasciatele in olio per qualche secondo, poi giratele finché non diventano dorate da tutti i lati. Quindi, estraetele con una schiumarola e mettetele su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Al momento di servire, spolveratele con zucchero a velo vanigliato. Buon appetito con le vostre Sfinci di San Martino
Hai cambiato ricetta, Annamaria? Questa è totalmente diversa, ha le patate lesse nell’impasto. Queste assomigliano alle nostre zeppoline/graffette fritte con le patate.
Grazie Teresa quella sopra è venuta per caso ieri sul telefonino forse perché ho attivato i cui Ma sono rimasta nel vedere patate uova ecc qu7ndi chiedevo a Silvana e o anche a voi se era attendibile perché volevo provare quella in cima al post Ora vado a vedere quella che mi hai proposto Teresa sempre perché temo errori e tempo perso impiegato mi informo Anche perché fino a Sabato , :) dopodomani è San martino
Bella ricetta Teresa ,credo che la proverò Solo che la semola mi incuriosiva Ho letto nel link che mi hai proposto che ci sono diverse versioni. Grazie Teresa <3
Annamaria, di nulla, ieri per caso, una ragazza l’ha pubblicata su Facebook e ha detto che erano molto buone, allora ho pensato a te.
Essendo una ricetta tradizionale, è normale che ci siano diverse versioni (pensa alle innumerevoli versioni della nostra pastiera!), sono solo piccole variazioni.
Ho visto che ieri avevi inserito anche un’altra ricetta e quindi credevo che avessi perplessità sulla prima ricetta (tutta semola, tantissimo lievito, etc).
Tieni sempre presente che la semola di grano duro da inserire in questo tipo di ricette deve essere RIMACINATA, altrimenti è quella che va bene solo per la pasta fresca.
Se ti incuriosisce la semola rimacinata di grano duro, io fossi in te farei così: sul totale della farina prevista in ricetta, metterei il 20% di semola rimacinata di grano duro e 80% di farina 00. In genere la semola dà sapore, gusto e profumo.
Bene Teresa mi hai convinto verranno sicuramente più morbide ,la provo È vero per la pastiera, ogni famiglia ha la sua ricetta segreta ,i commensali poi giudicano i sapori Gaetano faceva così con le pastiere che portavano da mamma Giivanna assaggiava tutte ,secondo me era una buona scusa e poi diceva qui c è troppa millefiori, qua c è il grano intero qui c è la crema ecc ecc mi fermo qui ! Lui è un mattacchione ;) Grazie Teresa!
Ci vorrebbe Silvana per avere un vero parere da siciliana doc!!
Io farei quella che ti ho inviato perché è stata già sperimentata, perché prevede latte (e non acqua), perché mi sembra complessivamente più equilibrata. Poi sta a te personalizzarla, mettendo i profumi che preferisci, buccia grattugiata di arancia, limone, vaniglia, e nello zucchero un pizzico di cannella.
Sono d'accordo con te Teresa !!! X Silvana Doc che ci da il suo parere . Aspetto un suo parere ,ma la ricetta che mi hai dato la vedo più semplice Grazie <3
Annamaria, Aggiornamento sulle frittelle di San Martino: sul blog e Instagram di MASTERCHEFFA (che è siciliana), ho visto le frittelle, lei le fa usando tutta semola di grano duro.
Visto che ti piace la semola rimacinata di grano duro, eccoti il link alla ricetta.
TeresaV ha scritto:Annamaria, Aggiornamento sulle frittelle di San Martino: sul blog e Instagram di MASTERCHEFFA (che è siciliana), ho visto le frittelle, lei le fa usando tutta semola di grano duro.
Visto che ti piace la semola rimacinata di grano duro, eccoti il link alla ricetta.
Si, Annamaria, sono circa 6gr, in genere si arrotonda a 7grammi di lievito di birra fresco.
Ho notato che quando hanno uvetta e semi di finocchio, allora le fanno con tutta semola rimacinata e acqua. Quando invece le frittelle sono semplici, senza aggiunta di uvetta etc, allora fanno farina normale o un misto e latte. Credo proprio che puoi fare come preferisci.