rosanna ha scritto:ho tolto gran parte della salsa che era sopra e dato una leggera rimescolata . Come va ora amiche siciliane ?
Silvana quelle lunghe classiche che ho trovato mi sembravano meno turgide delle striate , dipenderà anche dalla freschezza del prodotto
Come ti ha già detto Silvana, è una questione di gusti, per me così va decisamente meglio, dovrebbe essere leggermente più morbida nell'insieme. La mandorla tostata personalmente l'aggiungo al momento prima di servire, perché con il passare del tempo, l'umidità conferita dalla caponata tende ad ammorbidirla, e a noi piace tosta L'importante e che a voi sia piaciuta
Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
bene non assorbe olio quindi non si ammolla . comunque ho passato la frittura un paio di volte in carta cucina, io sono fissata col fritto asciutto
Rosanna
L’uomo è viator, pellegrino o fuggiasco. Ogni cammino è infine verso una casa. E la casa, dove abito, è il luogo dove sono accolto e amato. Altrimenti fuggo e vado vagando. La casa di ognuno è chi lo ama. E chiunque ama è casa dell’amato. Il nostro camminare è sempre un «cercare» amore, unico luogo dove ci sentiamo di casa e possiamo riposare. (Silvano Fausti sj)
Non ho mai messo il mio procedimento per fare la caponata. Molto simile a quella di Rossella (e infatti parto dalla sua) con le mie varianti. Riporto anche l'articolo di Basile.
Da un articolo di Gaetano Basile:
..."La caponata, la salsa agrodolce invece è persiana, arriva da noi con i mussulmani e non arabi, che non ce ne fu nemmeno uno in Sicilia. Gli arabi in Sicilia, come dice Benedetto Croci, furono un'invenzione di Michele Amari, perchè quelli che arrivarono da noi erano tunisini, egiziani e qualche marocchino, parlavano arabo, erano mussulmani, ma arabi non erano, perchè in quell'epoca per essere arabi si doveva essere nati in Arabia, i nostri nonni, con una dignità da accademia della crusca, li definirono saracini, e saracini erano, moros per gli spagnoli. Buona parte di questa cucina "araba", cioè"saracena", resta ancora, ed uno dei piatti più importanti è questa salsa agrodolce con cui fabbricammo un'insalata, perchè la caponata è un'insalata, per cui ognuno ci può mettere quello che ci pare e piace. Le ricette storiche sono 37, curiosamente viene citata per la prima volta in assoluto nel 1759 in un libro che si chiama Etimologicum siculum, stampato a Messina, dove alla voce caponata si legge come definizione: insalata di cose varie. La stessa cosa riprende nel suo primo dizionario il Mortillaro, solo più tardi a fine '800 nella seconda edizione c'è scritto, insalata di cose varie dove c'è una predominante di petronciane, che sono le melanzane, quindi la melanzana arriva tardissimo, si cominciò mettendo su una galletta, che si chiamava cappone di galera, da cui il nome caponata, che usavano i marinai bagnandola con acqua di mare, e poi mettendo sopra questa salsa agrodolce, poi il tonno salato, verdure, in un secondo tempo anche dei pescetti"...
INGREDIENTI
6/8 melanzane Una cucchiaiata di “strattu” o salsa di pomodoro una tazza da latte 250 gr di olive bianche (perfette quelle di Castelvetrano) 1 bel cuore di sedano (io uso il sedano piccolo locale molto aromatico) 150 gr di capperi salati (dissalare) 2 cipolle gialle o rosate un mazzetto di basilico olio d'oliva extravergine. 100gr circa di pinoli italiani tostati. sale q.b.
per la salsa agrodolce le quantità sono solo orientative! Bisogna lasciarsi guidare dall’odore e sapore. 2 cucchiai rasi di gr di zucchero 1/2 bicchiere d'aceto
PREPARAZIONE
Tagliate le melanzane a tocchetti senza eliminare la buccia, salare rimescolando con le mani, e lasciarli scolare dentro uno scolapasta. Tamponate bene i tocchetti di melanzane e friggete in un tegame profondo con olio evo caldo. (friggere sempre per immersione per avere un fritto croccante e che assorba poco olio). Ritirate e posate su carta assorbente. A parte sbollentate il sedano a pezzetti . Snocciolate le olive. Affettate le cipolle e mettetele a sudare in una larga padella a fuoco medio con olio evo e un mestolino di acqua di cottura del sedano. Quando l’acqua sarà evaporata e le cipolle saranno trasparenti i aggiungere le olive, il sedano, i capperi, e un altro paio di mestolini di bollitura del sedano e lo “strattu” o la salsa di pomodoro. Quando gli ingredienti si saranno amalgamati tra loro, lasciate si asciughi il liquido in eccesso (deve avere una consistenza sugosa ma non eccessivamente) aggiungete lo zucchero e l'aceto, aggiustare di sale, se occorre, e dopo qualche minuto spegnete e aggiungete il basilico. Spostare le melanzane fritte, che avranno perso l’olio in eccesso, dentro una capiente ciotola, versare il condimento caldo sulle melanzane senza mescolare e coprire il contenitore. Lasciare riposare fino a completo raffreddamento (così si evita che le melanzane diventino troppo molli) mescolate e aggiungere i pinoli tostati.
silvana
L’ironia è una dichiarazione di dignità, un’affermazione della superiorità dell’uomo su ciò che gli capita. (Romain Gary)