/Zuppa alla pavese (Tr)

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/Zuppa alla pavese (Tr)

Messaggioda cipina » 16 set 2007, 13:25

Si dice che questo piatto abbia anche una data di nascita ben precisa: 24 febbraio 1525.
L'Italia tutta e la Lombardia, in quello scorcio di '500 era attraversata da truppe di diversi paesi stranieri, che sotto i colpi di spade e delle prime rudimentali armi da fuoco la facevano diventare i territori ora francesi, ora spagnoli, ora del papa.
Ebbene, in quella fredda giornata di febbraio di quel lontano 1525 in quel di Pavia (per l'esattezza, in quel di Mirabello, un tempo paese alle porta della città e ora quartiere di città)
si scatenò una battaglia che doveva cambiare le sorti della Lombardia per un bel pò di tempo, almeno fino agli inizi del '700.
Erano di fronte l'esercito francese, capeggiato da Francesco I, e quello spagnolo, del ricco impero di Carlo V, il re che poteva giustamente vantarsi che sul suo regno non tramontava mai il sole.
Le sorti della battaglia furono avverse per l'esercito francese. Il re, sconfitto, fu temporaneamente imprigionato in una cascina (c'è tuttora), tra Pavia e Certosa di Pavia, la "Repentita". La cascina si chiama proprio così: cascina Repentita.
Il re aveva fame, ma era tra povera gente, contadini che più che brodo di verdure, uova e pane secco non aveva.
La contadina, di fronte alla fame del re, s'inventò lì per lì una zuppa con quello che aveva in casa: brodo di verdure e uova.
Se il piatto passò poi nella tradizione gastronomica mondiale, direi che al re affamato quel piatto deve essere piaciuto davvero.
Non posso dare delle dosi, perchè dipende dalla fame.
Gli ingredienti sono:
ottimo brodo di verdure miste
almeno 2 uova a commensale
pane vecchio, oppure abbrustolito.
Si pone il brodo rigorosamente bollente nella fondina, e si rompono le uova. A contatto con il calore, le uova si cuoceranno. Si completa poi con i crostini.
Questa la ricetta base. Poi se volete arricchirla con le cose tipo lamelle di tartufo fate pure, ma non sarà più il piatto di una contadina del '500 della campagna pavese.
Un'ultima curiosità: nella battaglia morì anche il signor De la Palice, che combattè con tale valore che i suoi uomini inventarono una canzone in suo onore; in una delle strofe si dice appunto che "un quarto d'ora prima di morire era ancora vivo", e da qui l'aggettivo lapalissiano.
"Ma che fai, mi prendi per i fornelli?"
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Messaggioda Typone » 16 set 2007, 17:54

Grazie Cipina!

T.
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Messaggioda Dida » 17 set 2007, 7:51

Grazie, mi hai fatto tornare alla mente tanti ricordi...mio papà amava tantissimo questo piatto e mia mamma glielo faceva molto spesso. A volte usava brodo di verdura a volte di carni miste e in stagione lo preparava con brodo di cappone. Qualche volta metteva sopra all'uovo sottilissime lamelle di grana padano o di "raspadura" di lodigiano.
Daniela Mari Griner



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Messaggioda Irmavet » 17 set 2007, 8:04

E' molto simile alla "supa mitunà" che si prepara dalle mie parti (basso piemonte, provincia granda).
Qui però l'uovo si rompe prima nella fondina, sul pane raffermo e poi si versa sopra il brodo bollente (solitamente è brodo di bollito misto).
Piatto poverissimo ma delizioso! L'ideale per le cene in inverno.
ciao
Irma
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