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/Aceto e...prosciutto e salvia; radicchi e braciolini (Tr)

MessaggioInviato: 14 set 2007, 18:34
da luvi
:D Finalmente ho trovato un paio di ricette della tradizione familiare!

A Faenza i miei genitori da sempre producono aceto spettacolare davvero aspro ottenendolo dai fondi del vino prodotto da un nostro piccolo podere, mettendoli sempre nella stessa damigiana... purtroppo ho provato a far attraversare l'appennino a questo aceto e... no ha retto .. quindi lo posso gustare solo a casa dei mie genitori.

Prosciutto all'aceto con salvia

INGREDIENTI:
pezzi di prosciutto emiliano/romagnolo " a fine": i ritagli vicino all'osso o le parti più dure della fine se si disossa.
Aceto di vino (preferibilmente casalingo e di spiccata acidità)
salvia

Accendere la fiamma alta sotto una padella, mettere le foglie di salvia e i pezzi di prosciutto tagliati a fette grossolane, rosolare un po' a seconda di quanto è grasso il prosciutto e versare l'aceto, cuocere ancora qualche minuto.


altra ricetta con l'aceto:


RADICCHI di campo con "braciolini" e aceto


INGREDIENTI:
radicchi vari di campo
fette tagliate grossolane di pancetta fresca
aceto casalingo

Rosolare in una padellla la pancetta fresca tagliata a dadini o a striscioline mettete radicchi "duri" di campo e versate abbondante aceto casalingo, salate velocemente a fiamma alta e servite subito senza che i radicchi si ammorbidiscano troppo

MessaggioInviato: 14 set 2007, 19:56
da MEB
Ma sono condimenti per la pasta o secondi ?

MessaggioInviato: 14 set 2007, 22:18
da luvi
::D ti posso dire ora come li consideriamo:

il prosciutto con l'aceto e salvia è un secondo

i radicchi con i braciolini è un secondo/contorno

nascono ENTRAMBI nella cultura povera contadina faentina, io li ricordo da sempre legati ai miei nonni paterni (contadini)...come piatti unici per mangiare quel che c'era ( un culino di prosciutto duro duro che si ammorbidiva e acquistava mille sapori e sughi in cui intingere tanto pane, tre fette di pancetta con cui non avrebbe mangiato uno trasformate in un piatto per tanti con l'aggiunta di tanti radicchi raccolti nelle carreggiate dei trattori,

un modo di rendere poetica la cucina quando un tempo nelle famiglie numerose la fame non era poetica...