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Le ricette delle Nonne.......

MessaggioInviato: 22 mag 2007, 15:17
da benedetta lugli
Leggendo le parole di Rossella sono stata invasa da un'ondata di tenerezza e nostalgia per la mia nonna paterna, ed ho pensato che, se siete d'accordo, sarebbe bello scambiarci il ricordo di qualche piatto delle nostre nonne.
L'età è cambiata, gli ingredienti non si ci sono più, le cucine sono piccole, siamo sempre di corsa, ma teniamoci stretta almeno la memoria di quella ricchezza.

Comincio io, dedicata a Ross ed alla sua Nonna :fiori:


Il sugo (ragù) della nonna Ada

Il sapore, l'aspetto ed il profumo di quel sugo era indimenticabile.
Si cominciava con un battuto di carota sedano cipolla, fatto con la mezzaluna sul tagliere di legno.
Il tagliere una volta usato andava lavato solo con acqua e raschiato con un coltello, era infatti concavo nel mezzo.
Si copriva il fondo di un grande tegame di alluminio pesante con fettine di rigatino (pancetta di maiale stagionata stesa), sopra si metteva il battuto preparato e sopra ancora delle belle braciole di manzo nel bicchiere o nella groppa. Abbondante olio rigorosamente evo
(ma cos'era l'olio di semi?), un pezzetto di burro, allora era Soresina, il coperchio e sul fuoco.
Non si girava mai, si scuoteva soltanto, fino a quando il rigatino era praticamente sciolto, il battuto rosolato, e la carne cominciava a colorire.
A quel punto si finiva di rosolare la carne a tegame scoperto, si sfumava con mezzo bicchiere di vino rosso, si faceva evaporare e si versavano i pelati.
Di nuovo coperto, a fuoco basso basso, per molte ore, fino a che la carne era praticamente disfatta, il pomodoro ritirato, ed il sugo aveva "sputato l'olio".

Per Natale questo sugo veniva fatto per condire le lasagne, rigorosamente verdi, con gli spinaci tritati nella pasta all'uovo.
A strati pasta lessata, sugo, dadini di prosciutto crudo, pezzettini di animelle scottate, infarinate e ripassate al burro, dadini di tartufo, parmigiano e fiocchetti di besciamella, mai stesa, ma messa in qua e in là in modo che non annegasse tutti gli altri sapori.
Un piatto da re!

MessaggioInviato: 22 mag 2007, 15:25
da Dida
Continuo io, con questa ricetta della mia nonna materna. Mi sembra quasi di sentire il profumo di questo semplicissimo dolce, così buono.

Budino di semolino della nonna Amelia
Ingredienti:
latte appena munto un litro
semolino fine gr. 180
zucchero semolato gr. 100
uvetta sultanina gr. 100
burro gr. 30
4 uova freschissime - rapatura di un limone grosso - polvere di biscotti secchi o pane grattugiato - sale - liquore secco a piacere: Rum o Marsala (facoltativo)

In una casseruola fare scaldare il latte con un pizzichino di sale e lo zucchero: quando sta per bollire versare a pioggia il semolino, mescolarlo con una frusta per non fare grumi e cuocerlo sempre mescolando per 10 minuti circa. Toglierlo dal fuoco, aggiungere gr. 20 di burro, lasciar intiepidire e quindi aggiungere i tuorli, uno alla volta e non incorporando il successivo se il primo non è stato ben assorbito dall'impasto. Unire poi l'uvetta, ammollata e strizzata, la rapatura di limone e gli albumi montati in neve soda. Se piace e se non ci sono bambini incorporare anche due o tre cucchiaiate di liquore. Ungere con il burro rimasto uno stampo da budino o tanti stampini singoli, spolverizzarli con la polvere di biscotti e versarvi il semolino. Cuocere in forno, in bagnomaria caldo, a 170° sino a quando uno stecchino infilato al centro non uscirà asciutto (circa 40/45 minuti). Servire caldo o tiepido con miele o marmellata.
Volendo si può aggiungere al semolino anche del cacao amaro o del cioccolato sciolto a bagnomaria o qualche amaretto sbriciolato.

Questa era la merenda che la nonna faceva d'estate, durante le vacanze in Valsassina, a me, a mio fratello e alle mie cugine se eravamo “buoniâ€

MessaggioInviato: 22 mag 2007, 16:54
da stefanì
in ricordo di una nonna non mia, ma molto amata
biscotti austriaci di gaby
2 uova
zucchero e farina dello stesso peso delle uova
sbattere uova e zucchero fino a renderle spumose, aggiungere la farina, mescolare
formare dei mucchietti sulla placca del forno, infornare per 15 minuti a 170°
sui biscotti prima di metterli in forno si può versare un miscuglio di anice tritato e zucchero

MessaggioInviato: 23 mag 2007, 20:42
da anavlis
Benedetta, che bella iniziativa hai avuto!

Ho conosciuto solo una nonna, la madre di mia madre, si chiamava Angelina ed era la nonna che tutti vorrebbero avere. L'ho perduta quando avevo solo 9 anni, ma conservo tanti ricordi anche perché viveva con noi.
Era lei a cucinare e ricordo qualcosa che ho focalizzato meglio da grande, come la sua abitudine di aggiungere un po' di cannella nella carne stufata nel sugo di pomodoro (2/3 manzo, punta di petto, e 1/3 maiale) rigorosamente sfilacciata per preparare la pasta al forno; e gl'involtini di melanzane fritte in una padella di ferro, utilizzata soltanto per questo, che non si lavava! si asciugava con la carta, quella del “coppoâ€

MessaggioInviato: 24 mag 2007, 8:11
da Frabattista
Mia nonna materna, nata nell' '800, ha avuto 7 figli pur sposandosi tardi, dopo la fine della I guerra m. e tutto il suo impegno era profuso nella cura dei figli.
La vera azdora di casa era sua suocera ed è stata proprio quella nonna ad insegnare a mia madre tutta la passione per la cucina. Certo le sue pietanze erano semplici e rustiche, i suoi insegnamenti poi, attraverso mia madre, sono passati a me e sono cose come riconoscere alcuni funghi e alcune erbe di campo, preparare la pasta all'uovo, la piada, il ragù, la salsa di pomodoro e le marmellate.
Il dolce più buono che preparava la mia bisnonna era sicuramente il latte brulè e il budino di riso. Per il primo devo ringraziare ancora Luvi per la ricetta, del secondo ricordo solo che era delizioso, caramellato e per nulla spesso o blobboso!

Mi è venuta voglia di riprovare la ricetta della mia bisnonna Elisabetta, ma la sua bontà dipendeva solo dalla perizia della sua cottura che non è per nulla semplice.

Indicativamente si tratta di cuocere riso nel latte aromatizzato con stecca di vaniglia, quando diventa freddo si devono aggiungere uova e zucchero, poi si caramella uno stampo di alluminio, si versa il riso e si ricuoce nel forno a bagno maria.
Ho rinunciato a farlo dopo poche prove anni fa: più che da mangiare pareva adatto a formare palle da tennis!!!!!
:D :oops: :lol:
ciao a tutti!

MessaggioInviato: 24 mag 2007, 9:30
da rosanna
il mio nonno paterno era un gran cuoco e la nonna accudiva gli 11 figli :!: Era molto allegro stare a casa dei nonni quando spesso eravamo invitati. Immaginate quanti ne eravamo fra figli e nipoti ? Lui dirigeva, anche ad 80 anni ed oltre si sedeva e impartiva ordini alla figlia. Era tutto bellissimo. I suoi piatti ? Ragù, genovese, ricordo, erano quasi sempre piatti a base di carne ..come dolci solo la pastiera. Mio padre ereditò da lui la passione per la cucina e 90enne quando si stancava chiamava (era severissimo) me e mio fratello per farsi aiutare, noi sbuffavamo.. rompeva e come rompeva, proprio come suo padre :lol:

MessaggioInviato: 29 mag 2007, 23:43
da Cyberfug
La mia nonna paterna era una donna semplice ma di quelle che s'immolavano al fornello. Pagherei oro per poter mangiare lo stoccafisso che faceva. Ricordo vagamente gli ingredienti: stoccafisso tenuto a mollo in soffitta per diversi giorni. Sedano, carota, cipolla, poi non ricordo. Lo metteva sul fuoco alle sei di mattina e cuoceva fino alle venti, poi spengeva il gas e lo lasciava lì fino al giorno dopo. Credo un'altra ora di cottura a fuoco lento rima di servirlo. L'aspetto era quello di una composta a scaglie di pesce e verdure, deliziosa. Di solito ne faceva quantità industriali e la sua bontà aumentava il secondo giorno.

MessaggioInviato: 30 mag 2007, 8:13
da benedetta lugli
Cyberfug ha scritto:La mia nonna paterna era una donna semplice ma di quelle che s'immolavano al fornello. Pagherei oro per poter mangiare lo stoccafisso che faceva. Ricordo vagamente gli ingredienti: stoccafisso tenuto a mollo in soffitta per diversi giorni. Sedano, carota, cipolla, poi non ricordo. Lo metteva sul fuoco alle sei di mattina e cuoceva fino alle venti, poi spengeva il gas e lo lasciava lì fino al giorno dopo. Credo un'altra ora di cottura a fuoco lento rima di servirlo. L'aspetto era quello di una composta a scaglie di pesce e verdure, deliziosa. Di solito ne faceva quantità industriali e la sua bontà aumentava il secondo giorno.


E' impossibile competere con le ricette delle nonne, con il loro ricordo poi.... però se vuoi provare, questo è come lo faccio io, anche questa una ricetta vecchi vecchia di una tata, che incontravamo al mare nella casa vicino alla nostra e che quando lo faceva ce ne passava un assaggio...

Stoccafisso della Marietta


Prendere dello stoccafisso (il merluzzo conservato seccato) già bagnato e se ci sono anche un po' di trippette (lo stomaco del pesce) a cui bisogna togliere la pellicola nera perchè è amara.
Queste sono un ingrediente importante perchè danno la grazia al piatto.
Con le mani sfogliare tutto il pesce dalla pelle, togliendo tutte le eventuali lische e riducendolo come a piccole scaglie.
Tagliare a striscioline le trippette.
Nel frattempo fare un battuto (trito) grossolano di carota, cipolla bionda, sedano, uno spicchio d'aglio e un ciuffetto di foglie di prezzemolo e farlo rosolare in olio evo molto abbondante.
Aggiungere lo stoccafisso sbriciolato, far insaporire e sfumare con 1/2 bicchiere di vino bianco.
Unire dei pomodori pelati, abbassare il fuoco e cuocere coperto per circa due ore.
Assaggiare di sale e di pepe ed unire una manciata di pinoli e di uvette fatte rinvenire nell'acqua tiepida, ed un po' di olive nere. Cuocere ancora una mezz'ora o fino a quando lo stoccafisso sarà tenero ed avrà "risputato" l'olio.
Migliore il giorno dopo.