e le sagne? donna dove sei?

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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda Luciana_D » 15 ott 2009, 17:25

giornalista.cuoco ha scritto:Donna, ti consiglio di cancellare il tuo numero perché, anche se il forum è ad accesso riservato, Google lo indicizza comunque (c'è proprio un account chiamato "Google [bot]" che butta tutto nella cache del motore di ricerca). E poi nulla impedisce agli squilibrati di iscriversi.

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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda Danidanidani » 15 ott 2009, 17:31

Luciana_D ha scritto:
giornalista.cuoco ha scritto:Donna, ti consiglio di cancellare il tuo numero perché, anche se il forum è ad accesso riservato, Google lo indicizza comunque (c'è proprio un account chiamato "Google [bot]" che butta tutto nella cache del motore di ricerca). E poi nulla impedisce agli squilibrati di iscriversi.

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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda Luciana_D » 15 ott 2009, 17:37

Danidanidani ha scritto:
Luciana_D ha scritto:
giornalista.cuoco ha scritto:Donna, ti consiglio di cancellare il tuo numero perché, anche se il forum è ad accesso riservato, Google lo indicizza comunque (c'è proprio un account chiamato "Google [bot]" che butta tutto nella cache del motore di ricerca). E poi nulla impedisce agli squilibrati di iscriversi.

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Sistemato :D
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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda Donna » 16 ott 2009, 9:22

Grazie giornalista! grazie moderatrice!! ;-)) :saluto:
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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda giornalista.cuoco » 16 ott 2009, 12:02

Luciana_D ha scritto:
Donna ha scritto:Cinzia cara...ci eravamo sentite via messenger vero?nel caso ti lascio qui il mio cellulare...scusa ma vengo pochissimo in questa stanza...

Appena hai tempo dillo anche a noi cosa sono e come si fanno :D

Qui si vede ancora il numero di cellulare
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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda giornalista.cuoco » 16 ott 2009, 12:11

Donna ha scritto:A quei tempi in Abruzzo non si coltivava il grano duro

Ma stai scherzando?!? A Fara San Martino si coltivava SOLO grano duro; la cittadina insieme con Gragnano e Torre Annunziata si contendeva il primato di produzione della pasta nel Regno delle Due Sicilie!
Il Frentano faceva parte del dipartimento dell'Abruzzo citra (comprendente le attuali province di Chieti e Pescara e parte dell'attuale provincia di Ascoli Piceno), mentre le attuali province dell'Aquila e, in parte, le attuali province di Rieti, Frosinone e Campobasso facevano parte dei due Abruzzi ultra (ultra I e ultra II).
Tutti e tre gli Abruzzi delimitavano il confine con gli stati pontifici (appennino al centro e fiume Tronto a est, mentre il confine occidentale correva lungo il Garigliano, nel dipartimento di Terra di Lavoro).
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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda Donna » 16 ott 2009, 19:48

giornalista.cuoco ha scritto:
Donna ha scritto:A quei tempi in Abruzzo non si coltivava il grano duro

Ma stai scherzando?!? A Fara San Martino si coltivava SOLO grano duro; la cittadina insieme con Gragnano e Torre Annunziata si contendeva il primato di produzione della pasta nel Regno delle Due Sicilie!
Il Frentano faceva parte del dipartimento dell'Abruzzo citra (comprendente le attuali province di Chieti e Pescara e parte dell'attuale provincia di Ascoli Piceno), mentre le attuali province dell'Aquila e, in parte, le attuali province di Rieti, Frosinone e Campobasso facevano parte dei due Abruzzi ultra (ultra I e ultra II).
Tutti e tre gli Abruzzi delimitavano il confine con gli stati pontifici (appennino al centro e fiume Tronto a est, mentre il confine occidentale correva lungo il Garigliano, nel dipartimento di Terra di Lavoro).

allora, avevo risposto oggi ma dal lavoro è difficle trovare pace e inoltre mi si è cancellato :cry:
Il mio discorso faceva suppergiù così:
non ho a disposizione le fonti storiche da cui tu hai tratto queste notizie. Le mie fonti storiche sono di origine "orali" raccontatemi da mia madre e quindi da mia nonna. Non nego che magari si sia adattato un qualche tipo di grano duro autctono nei paraggi di fara San Martino visto la sua predisposizione ad adattarsi in ambienti più freddi e a maggiori altitudini, ma è sempre qualcosa di relativamente recente con maturazioni tardive. In montagna si coltivavano pochi cereali , ricordo qui ad esempio il grano di solina, fantastica la sua farina.
La tradizione della Frentania, da cui vengo io, prevedeva pasta di grano tenero e sola acqua. neanche le uova (vedi le sgane) che erano invece usate come merce di scambio.Anche i pastifici delle mie zone, quelle artigianali dove mi recavo da piccola con mio padre ad acquistare le "maccarune appese" (i maccheroni appesi) erano fatti di grano tenero e la cottura reggeva relativamente.Addirittura c'era la " pasta dell'operaio" che si cuoceva al massimo per 2-3 minuti, il tempo appunto di versala nell'acqua bollente e condirla mentre il marito si lavava le mani e sedeva a tavola.
Quello che volevo dire anche è che l'esigenza del grano duro si è fatta sempre più necessaria in seguito all'industrializzazione dei pastifici, la De Cecco fa la pasta acquistando 32 tipi di grano duro dalle varie parti del Mondo.
Di più nin zò e nemmeno volevo fare la "saputa" : Chef :
Di solito racconto e dico quello che so ;-)) :saluto:
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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda giornalista.cuoco » 16 ott 2009, 21:07

Donna ha scritto:non ho a disposizione le fonti storiche da cui tu hai tratto queste notizie.
.
Donna, per cortesia, non scherziamo... C'è bisogno di una fonte storica per sapere cos'è il Regno delle Due Sicilie e che Fara San Martino (la città ove tuttora si trovano Cocco e De Cecco, e fino a poco tempo fa anche Del Verde) è una capitale della pasta di semola? Per me queste sono ovvietà; basta avere un minimo di rudimenti di storia moderna e contemporanea per conoscerle.

Donna ha scritto:Le mie fonti storiche sono di origine "orali" raccontatemi da mia madre e quindi da mia nonna.

E il fatto che loro non avessero a disposizione grano duro non vuol dire che in Abruzzo non si coltivasse grano duro. Il grano tenero nella parte continentale delle Due Sicilie si coltivava prevalentemente nel versante occidentale (infatti a Napoli, in Terra di Lavoro e nelle Calabrie i pani tradizionali e la pizza sono di grano tenero), mentre lungo la costa adriatica, come pure in Sicilia, il cereale che veniva coltivato maggiormente (in alcune zone esclusivamente) era il grano duro. Considera che le persone lo chiamavano «grano» e basta.

Donna ha scritto:Non nego che magari si sia adattato un qualche tipo di grano duro autctono nei paraggi di fara San Martino visto la sua predisposizione ad adattarsi in ambienti più freddi e a maggiori altitudini, ma è sempre qualcosa di relativamente recente

Recente forse sì, ma non più recente dei tuoi nonni... almeno non credo (il Regno delle Due Sicilie è cessato nel 1860).

Donna ha scritto:La tradizione della Frentania, da cui vengo io, prevedeva pasta di grano tenero e sola acqua. neanche le uova (vedi le sgane) che erano invece usate come merce di scambio.

Infatti le uova sono tipiche del Nord, ma c'è una motivazione in questo... Nelle Due Sicilie, Abruzzo compreso, la pasta è tipicamente fatta di cereali più saporiti e come tale non aveva bisogno di essere arricchita con le uova. Inoltre veniva stesa più spessa e dunque in cottura era più al dente, questo anche quando il cereale non era grano duro. In Emilia e Veneto si coltivava solo grano tenero, peraltro di qualità non eccelsa, e allora lo si arricchiva con uova; l'impasto, inoltre, veniva tirato sottile perché in questo modo si prestava ad accogliere ripieni. Ma quest'ultimo si chiama sfoglia, mentre quello delle Due Sicilie è pasta, che è un'altra cosa.
Mi pare scontato che nella tradizione contadina ci si accontentasse dei cereali che si avevano a disposizione (neanche tanto raffinati, ragion per cui era più saporito anche il grano tenero), ma ciò non toglie che vi sia una produzione di pasta a fini commerciali, prima artigianale e poi industriale, standardizzata perlomeno dal '700, che prevedeva l'uso di solo grano duro, anche in Abruzzo.

Donna ha scritto:Anche i pastifici delle mie zone, quelle artigianali dove mi recavo da piccola con mio padre ad acquistare le "maccarune appese" (i maccheroni appesi) erano fatti di grano tenero e la cottura reggeva relativamente.

Ma pure qui... però la ragione è un'altra: la maggior parte delle persone pensa che grano tenero e grano duro siano due varianti dello stesso cereale (mentre invece son proprio due cereali diversi) e gli artigiani ignorano generalmente l'obbligo dell'uso del grano duro per le paste, che non a caso è stato abolito per quelle fresche con il regolamento entrato in vigore nel 2001. Il quale, in tal senso, fotografava l'esistente. Gli artigiani non capiscono la differenza tra i due e prendono quello più economico; l'industria che fornisce loro le materie prime si adegua di conseguenza.

Donna ha scritto:Addirittura c'era la " pasta dell'operaio" che si cuoceva al massimo per 2-3 minuti, il tempo appunto di versala nell'acqua bollente e condirla mentre il marito si lavava le mani e sedeva a tavola.

Pasta economica, non tradizionale.
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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda Donna » 17 ott 2009, 6:22

hai risposto, infatti ho parlato delle mie tradizioni e della zona in cui vivo, la Frentania.
NON l'ho specificato e questo ha creato "misunderstanding" :fiori: :saluto:
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Re: e le sagne? donna dove sei?

Messaggioda giornalista.cuoco » 17 ott 2009, 21:20

Donna ha scritto:hai risposto, infatti ho parlato delle mie tradizioni e della zona in cui vivo, la Frentania.
NON l'ho specificato e questo ha creato "misunderstanding" :fiori: :saluto:

Mmmmh, Donna, veramente avevi detto che a quei tempi in Abruzzo non si coltivava il grano duro. Questo non è vero :roll: Poi scusami se ti sono potuto sembrare antipatico e/o pedante, ma quando si parla di tradizioni napolitane (o, detta in termini filo-sabaudi, dell'Italia meridionale) divento una sorta di macchinetta, visto che sono diversi anni che sto dedicando gran parte del mio tempo libero a studiare la storia del mio popolo e ne vado molto orgoglioso... Grazie per i fiori :cin cin:
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