I riti alimentari ebraici ovvero la "casherùt"

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Messaggioda ila » 9 lug 2007, 12:48

Grazie a Luvi per averlo riportato su, l'altra volta l'avevo letto un po'velocemente ripromettendomi di dargli una lettura più accurata...invece mi è totalmente passato...ora ho letto e devo dire che dovrò anche rileggerlo perchè sono tantissime le cose in cui si deve fare attenzione...non mi si pone il problema visto che non conosco ebrei praticanti ma mi piace conoscere quindi...stavolta mi faccio un nodo così mi ricordo di questo post...
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Messaggioda cilantro » 13 lug 2007, 15:19

Ciao Ty che bello il tuo reportage sulla cucina kasher :) .
Ma senti io che non sono ebrea potrei comprare carne kasher da una macelleria o mi e'
proibito??
A me il principio che la carne debba essere dissanguata prima del consumo piace molto.
Al dila del fatto religioso lo trovo molto igienico e salutista.
Grazie per le risposte.
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Messaggioda Typone » 13 lug 2007, 16:31

cilantro ha scritto:Ciao Ty che bello il tuo reportage sulla cucina kasher :) .
Ma senti io che non sono ebrea potrei comprare carne kasher da una macelleria o mi e'
proibito??
A me il principio che la carne debba essere dissanguata prima del consumo piace molto.
Al dila del fatto religioso lo trovo molto igienico e salutista.
Grazie per le risposte.

Non hai mica scritto in fronte "non sono ebrea"... :) E comunque nessuno ti chiederà se lo sei o meno, né in una macelleria ebraica né in una macelleria hallal musulmana...

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Messaggioda Danidanidani » 15 lug 2007, 19:51

cilantro ha scritto:A me il principio che la carne debba essere dissanguata prima del consumo piace molto.
Al dila del fatto religioso lo trovo molto igienico e salutista.


Mi piacerebbe sapere perché dovrebbe essere più igienica e salutista...aspetto risposte..congrue.Grazie :shock: :shock: :D :D
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Messaggioda dede » 17 lug 2007, 14:15

magari c'entra come i cavoli a merenda, ma lo dico lo stesso. consiglio un libro: IL MONDO FUORI, di Tova Mirvis. Edizioni Einaudi. E' la storia di una ragazza ebrea americana di famiglia ultra ortodossa, e racconta piuttosto diffusamente tradizioni, regole, norme e proibizioni.
se vi capita di trovarlo, fateci un pensiero, io l'ho trovato molto interessante e anche molto illuminante: una finestra su di un mondo che a me era completamente sconosciuto
vorrei il senno di poi. e il seno di prima.
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Messaggioda Typone » 17 lug 2007, 18:44

dede ha scritto:magari c'entra come i cavoli a merenda, ma lo dico lo stesso. consiglio un libro: IL MONDO FUORI, di Tova Mirvis. Edizioni Einaudi. E' la storia di una ragazza ebrea americana di famiglia ultra ortodossa, e racconta piuttosto diffusamente tradizioni, regole, norme e proibizioni.
se vi capita di trovarlo, fateci un pensiero, io l'ho trovato molto interessante e anche molto illuminante: una finestra su di un mondo che a me era completamente sconosciuto

Grazie Dede, lo ordinerò.

:wink:

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Messaggioda maria rita » 4 set 2007, 18:15

Caspita! ne avevo sentito parlare ma in modo assai vago, invece il tuo testo è dettagliato, preciso, esauriente. Grazie
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Messaggioda Typone » 4 set 2007, 18:16

**prego*

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Messaggioda luvi » 4 set 2007, 19:08

:D qualche tempo fa mi è capitato di vedere due puntate di una serie su SKY i cui interpreti sono due amici che vanno di casa in casa per scoprire rituali e cucina

"The gastronomic road" su Rai sat Gambero rosso
viaggio tra imille sapori della gastronomia ebraica in giro per il mondo. Un itinerairio alla scoperta delle tante declinazioni di questa affascinate cucina

peccato non aver visto tutte le punate ...voi ne sapete di più al riguardo? :D
luvi
 

Messaggioda Typone » 4 set 2007, 19:47

luvi ha scritto::D qualche tempo fa mi è capitato di vedere due puntate di una serie su SKY i cui interpreti sono due amici che vanno di casa in casa per scoprire rituali e cucina

"The gastronomic road" su Rai sat Gambero rosso
viaggio tra imille sapori della gastronomia ebraica in giro per il mondo. Un itinerairio alla scoperta delle tante declinazioni di questa affascinate cucina

peccato non aver visto tutte le punate ...voi ne sapete di più al riguardo? :D


Io no...Purtroppo non ho la TV... :roll:

T.
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Messaggioda anavlis » 10 set 2007, 19:46

Molto interessante al tua ben dettagliata spiegazione. Ad esser sincera i tanti vincoli descritti mi hanno dato un immediato senso di "soffocamento", pur rendendendomi conto che le regole servono quando bisogna identificarsi in modo certo. E' giusto precisare che anch'io, come Daniela, ho un approccio laico anche verso la religione cattolica di cui non condivido parecchie cose.
Vorrei farti una domanda. E' vero che l'ebraismo non prevede la conversione? pur accettando, credo, i matrimoni misti.

Visto che siamo in argomento, ho parlato con Gaetano Basile. Mi diceva che quando parla di cucina kasher in sicilia ha sempre richiesto la consulenza del Prof. Titta Lo Jacono de Malach, presidente dell'Istituto Internazionale di Cultura Ebraica. Trovo corretto fare arrivare questa informazione.
Grazie per la bella pagina!
silvana
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Messaggioda Typone » 10 set 2007, 20:38

anavlis ha scritto:Vorrei farti una domanda. E' vero che l'ebraismo non prevede la conversione? pur accettando, credo, i matrimoni misti.

E' un argomento complesso e non sono sicuro di essere la persona più adatta per parlarne.
Ma proviamo...
L'ebraismo non è uno solo. Esiste l'ebraismo iperortodosso, l'ebraismo ortodosso, l'ebraismo conservativo, l'ebraismo liberale, l'ebraismo reformato, e tutti hanno idee diverse sulle cose fondamentali come il matrimonio e la conversione. Gli iperortodossi non amettono nè la conversione nè il matrimonio misto. Gli ortodossi ammettono la conversione in certi casi ma non il matrimonio misto se lo sposo o la sposa non si converte, appunto. I liberali e i reformati ammettono tutte e due le cose. Il tutto parte dal concetto di matrilinearità  che caratterizza l'ebraismo: in teoria è ebreo chi nasce di madre ebrea, quindi per i "duri e puri" non può esistere un ebreo o ebrea che siano "diventati ebrei". O lo si nasce o niente...
I meno duri considerano che è ebreo chi vuole esserlo, e quindi ammettono la conversione e anche il matrimonio misto, partendo dall'idea che i figli si potranno considerare ebrei anche se hanno il padre ebreo e non la madre...
Naturalmente, tutto è molto più complicato di così ma ripeto: non sono la persona adatta. Queste sono grandi linee...
Ti consiglio comunque di consultare il capitolo Ebraismo di Wikipedia.

Grazie per l'informazione sulla Professoressa De Malach, non la conoscevo...

T.
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Messaggioda hadassa » 11 set 2007, 16:21

Typone ha scritto:Io no...Purtroppo non ho la TV... :roll:

T.


Lo sapevo: sei un mito
Fratelli umani, lasciate che vi racconti com'è andata. J Littel
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Messaggioda hadassa » 11 set 2007, 16:45

a proposito (più o meno)
domani per gli ebrei è la vigilia di capodanno

(ma penso che molti, a prescindere dalla loro cultura, abbiano in questo periodo la sensazione che inzi un nuovo anno)
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Messaggioda anavlis » 11 set 2007, 19:51

Typone ha scritto:[Grazie per l'informazione sulla Professoressa De Malach, non la conoscevo...

T.


:116: Titta...è un uomo. Anch'io credevo fosse una donna! Forse la sua mamma desiderava una bambina!?
:bye:
silvana


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Messaggioda Typone » 12 set 2007, 14:43

anavlis ha scritto:
Typone ha scritto:[Grazie per l'informazione sulla Professoressa De Malach, non la conoscevo...

T.


:116: Titta...è un uomo. Anch'io credevo fosse una donna! Forse la sua mamma desiderava una bambina!?
:bye:


:-$ o :$

T.
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Re: I riti alimentari ebraici ovvero la "casherùt"

Messaggioda Alexy » 19 mag 2008, 10:31

Ho letto con molto e ovvio interesse (sono ebrea) tutto quello che Typone ha scritto sulla casherut e sulle regole in generale.
Tutto così ben dettagliato e in forma succinta. Non ci sarei mai riuscita e non ho nulla da aggiungere.
Intervengo solo per un'informazione, anche se il topic è vecchio, però qualcuno a Venezia ci andrà ancora. Il ristorante casher quello che si affaccia sulla riva, all'entrata del ghetto, è aperto al pubblico, ovviamente. E si mangia piacevolmente una cucina israeliana, per lo più, senza accenni a quella giudaico veneziana, per altro ancora molto viva (anche per i dolci).
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Re: I riti alimentari ebraici ovvero la "casherùt"

Messaggioda Sarit » 20 mag 2008, 14:38

Topic vecchio, ma sempre interessante. Le ragioni per seguire la kasherut sono mille-e-duecento... la mia (sono ebrea e vivo in Israele) è duplice. Da un lato è un bellissimo modo di inserirmi nella mia tradizione, ricordandomi chi sono. La cucina ebraica non sono solo le regole, ma soprattutto le ricette! Dall'altro mi ricorda sempre che la terra è affidata agli uomini e non possiamo farne quel che ci pare, vale a dire non possiamo usare tutto senza rispetto: una norma vuole che se vuoi mangiare un uovo di un uccello, prima deve essere allontanata la madre, per non farla soffrire.
Del resto ogni religione e cultura ha le sue norme alimentari, dette o meno- Per esempio per i cattolici non mangiare carne il venerdì. O in generale in occidente chi mangerebbe la cavallette che si mangiano altrove?
A proposito il Volpe a Venezia ha riavuto la tehudat kasherut? Le azzime veneziane mi facevano impazzire!
PS: ma perché questo topic è finito nel settore cucina dal mondo. Che non esiste una cucina ebraica italiana? :)
"Buone queste frittelle. Avevano un solo difetto: erano poche" (da "Zio Paperone e le case gonfiabili", Topolino 13/9/1981)
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Re: I riti alimentari ebraici ovvero la "casherùt"

Messaggioda jane » 22 mag 2008, 20:07

Grazie per queste informazioni e le tue spiegazioni, Typone.
Ho trovato molto interessante la discussione (non posso troppo participare.... :oops: )
Anche grazie a Dede, ho voglia di comprare il libbro che ha citato.
grazie a tutti
:saluto: *smk*
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Re: I riti alimentari ebraici ovvero la "casherùt"

Messaggioda Alexy » 23 mag 2008, 6:54

Sarit ha scritto:A proposito il Volpe a Venezia ha riavuto la tehudat kasherut? Le azzime veneziane mi facevano impazzire!
PS: ma perché questo topic è finito nel settore cucina dal mondo. Che non esiste una cucina ebraica italiana? :)


Volpe è Kasher, inoltre in Ghetto è presente da un paio di anni un altro negozio principalmente di dolci e pizze. La cucina ebraica italiana e perfino ebraico-regionale, esiste eccome.
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