Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 15:52

Il capriolo
6 gennaio 2009

E' apparsa all'improvviso stamattina prima dell'alba.
Una femmina giovane.
I cani di un vicino l'hanno messa in guardia.
Il prato è in forte pendenza con neve ghiacciata e scivolosa.
Il muretto di pietre è franato in parte.
Ma non è stato un problema.
I suoi movimenti sono sempre snelli e aggraziati.
Una frazione dopo era scomparsa nel sottobosco.
Distinguevo ancora il profilo: si era fermata.
Vedeva le luci, sentiva i suoni: animali, persone.
Al pomeriggio ho notato che ha trovato le piccole dispense.
Le avevo messe qualche giorno fa in quella zona.
Le tracce che avevo studiato parlavano chiaro.
Quello era il suo posto di osservazione preferito.
Con le forti nevicate si avvicinano.
Sono affamati: perdono l'orientamento.
Il loro "habitat" diventa ostile.
La dolcezza dello sguardo di questi piccoli animali è indescrivibile.
Non capirò mai la caccia: e i loro adepti.
Mi ha un pò rattristato questa cosa ma non solo.
Pensavo a un mio caro amico scomparso da poco.
Questo creatura graziosa racchiude in sè un simbolo.
Il viaggio dell'anima verso la morte...
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Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 15:53

il viaggio

8 gennaio 2009

Il turista visita i musei: le civiltà morte.
Poi esce passeggiando nelle vie caratteristiche, visitando le botteghe degli artigiani con i loro particolari oggetti fatti a mano.
Lentamente i primi scompaiono e si tramutano in ambulanti mentre i secondi perdono il loro fascino.
Non sono più il frutto della manualità e non sono più composti di materiali pregiati.
I piccoli ristoranti che rappresentavano l’essenza del territorio circostante .
Anch’essi perdono tante cose: il tempo della cottura, i prodotti naturali della terra e altro.
Così tutto diventa banale, insipido: un triste, scontato “deja vu”.
Una panchina nel parco della città che cambia ritmo durante l’estate.
Tutto acquista valore, si vede con occhio nuovo: un affresco, una casa antica, un albero particolare.
Alla fine torna con noi, ci accompagna: favorisce la riflessione.
Fa affiorare i ricordi del passato, stimola i propositi per il futuro.
Ritorna il Viaggio…
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Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 15:55

Il fiore della tavola
3 febbraio 2009

Il “Terraglio”: la via della “Serenissima” che unisce Treviso a Mestre.
E’ una bella mattina d’autunno nella seconda metà dell’Ottocento.
Il gentiluomo e floricoltore belga Francesco Van den Borre nota una lunga fila di piante rustiche che, incolte e capricciose, crescevano lungo i campi e i fossi.
Non sa ancora che questa è una cicoria magica.
La pianta che diventerà il simbolo della “Marca Gioiosa et Amorosa”.
Con il suo colore rosso caratteristico, il particolare gusto amarognolo.
Cambierà la forma: col tempo si affusolerà e acquisterà così ancora più grazia e fascino.
La storia comincia con l’intuizione di un appassionato; passerà attraverso l’approfondimento del mondo contadino sui campi, nelle case.
Da lì partirà per vivacizzare i mercati e le mostre nei centri storici delle cittadine venete: per allietare le mense dei potenti nel mondo.
Si trasformerà nella forma e nel gusto a seconda delle località, delle tradizioni, del clima.
Castelfranco Veneto, Verona, Chioggia.
La processione è lunga: così come il rosario delle sue ricette non finisce mai.
Appartiene ad una famiglia numerosa: un migliaio sono i generi e tante volte di più le specie.
Una galassia multiforme: un universo popolato da arbusti, piante erbacee perenni, annuali e biennali.
Torniamo a quel triangolo magico: Treviso, il Terraglio, lo Scopritore.
Tutto contribuisce: la coltivazione, i trattamenti.
Le acque da risorgiva di quel misterioso fiume: il Sile.
Potrà èssere tardivo o precoce.
Ma sempre unico e inconfondibile.
Il radicchio di Treviso…

(In dedica alla Signora Caterina: il primo giorno della “Merla”, nel mese di Giano – A.D. 2009)
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Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 15:57

La favola del rododendro
22 gennaio 2009

Il fiore sbocciò in una lontana primavera di tanti anni fa.
Gli anni precedenti erano stati densi di sacrifici.
Ora i colori brillavano alla luce del sole.
Poi l’albero che lo sosteneva venne a mancare.
Così si trovò esposto alla piena luce del giorno.
Al vivo sole dell’estate: al crudo gelo dell’inverno.
Non si perse d’animo: e lottò per sopravvivere.
Col tempo trovò ancora la sua penombra preferita.
Quella del sottobosco: con un'altra pianta a protezione.
E due belle siepi dai colori vivaci accanto.
Che la rallegrarono e la confortarono.
Ora i fiori sono della terza generazione.
Il suo compito è finito.
Troverà gioia e serenità nel paesaggio circostante.
Quello creato in tanti anni di fatica e dedizione.
Ma la favola continuerà…

(Per la Signora Mary Barale del “Rododendro” di Boves)
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Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 15:58

Il valore di un sorriso
21 febbraio 2009

Donare un sorriso rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante, ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco da poterne farne a meno.
Nè così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro.
E’ segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco.
Rinnova il coraggio nelle prove.
E nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre, sii generoso e porgigli il tuo.
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo...


(P. Faber)
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:00

La luce
2 aprile 2009

Un grigio mattino d’inverno: lei non era ancora apparsa.
Non poteva illuminare la campagna veneta.
Quella stessa cantata da artisti di ogni epoca e provenienza.
Né far vedere la via d’acqua più bella che esista.
Scorci di una struggente bellezza che un pittore immortalò per l’eternità.
E neppure quelle cime delle montagne che tutti ci invidiano.
Ma, alla fine, venne.
Entrò dalle finestre: rischiarò due visi in trepida attesa.
Tornò ad illuminare il mondo.
A infondere a tutti forza, fiducia.
Speranza e serenità.
La luce era arrivata.
Era nata Emma.

Il primo mese dell’anno.
L’ottavo giorno.
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:02

Il magico turione
19 maggio 2009

Forse non avrà proprio delle virtù magiche.
Ma sicuramente l’asparago possiede molte qualità medicinali.
Perlomeno “l’asparagus officinalis”.
Alcune specie sono puramente ornamentali: altre selvatiche.
Possono subire molti cambiamenti dipendenti da vari fattori.
Esposizione alla luce, al sole: periodo di raccolta, tipo di coltivazione.
Cambierà la forma, il gusto: la consistenza e il colore.
Potranno essere tozzi: oppure cilindrici e affusolati.
Dolci o amarognoli.
Morbidi oppure induriti: e quindi meno commestibili.
Saranno bianchi o rosati: violetti oppure verdi.
In fondo, un po’ di magia c’è anche nella fotosintesi clorofilliana.
Quella che permette la vita sul nostro pianeta.
Preferisce terreni fertili e sabbiosi: l’ideale sono i greti dei fiumi.
Il clima, se possibile, temperato.
Il miglior periodo di raccolta è la primavera: possibilmente con caldo precoce.
Nella sua composizione l’acqua è in prevalenza.
Ma contiene altresì calcio, fosforo e ferro: vitamine B1, B2 e C.
Le combinazioni in cucina sono varie e gustose.
Minestre, risotti, ai ferri: abbinati a vari contorni.
La freschezza del suo gusto segna la fine del regno del gelo.
E l’inizio della stagione dei fiori.
Il magico turione…
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:04

Nostalgia canaglia
01 giugno 2009

A tutti quelli che ci sono stati.
Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l’ecografia.
Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con papà).
Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe; ma se c’era qualche bullo ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.
Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava due.
Noi, che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti felici.
Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su internet.
Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena.
Noi, che andare al mare sui sedili posteriori della 850 di papà o nella 1100 di nonno era una passeggiata speciale e serbiamo ancora il ricordo di un bagno pulito a Rimini o Fregene.
Noi, che alla domenica andavamo sempre al ristorante, perché ogni papà poteva permetterselo , oppure i nonni ci portavano le pastarelle.
Noi, che facevamo quattro mesi di vacanza al mare, da giugno a settembre.
Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori né computers. Ma avevamo tanti amici lo stesso.
Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo due.
Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.
Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c’era Happy Days e Fonzie.
Noi, che guardavamo allucinati il futuro con “Spazio 1999”.
Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
Noi, che ci sentivamo ricchi se avevamo “Parco della Vittoria” o “Villa dei Giardini”.
Noi, che i pattini avevano quattro ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più fico e che se anche andavi in strada non era così pericoloso.
Noi, che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi, che avevamo il “nascondiglio segreto” con il “passaggio segreto”.
Noi che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
Noi, che ci divertivamo anche facendo strega-comanda-colori.
Noi, che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini (ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho, mi manca!).
Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa; ma a quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo.
Noi, che comperavamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per cento lire (=€ 0,050) e non andavamo dal dietologo per problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non dalla bottiglia PET della minerale e un gelato costava 50 lire (=€ 0,025).
Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.
Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 vinile (non nell’Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos’è.
Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro e solo Disney.
Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine Sip per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
Noi, che trascorrevamo ore a costruire carretti per lanciarci poi senza freni, finendo inevitabilmente in fossi e cespugli.
Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurocromo, e più era rosso più eri fico.
Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte.
Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c’è un francese-un tedesco-un italiano.
Noi, che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedessero le foto.
Noi, che la Barbie aveva le gambe rigide.
Noi, che il 1° novembre era Ognissanti, mica Halloween.
Noi, che l’unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo subito i chicchi di zucchero sopra la glassa.
Noi, che il Raider faceva concorrenza al Mars.
Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 lire.
Noi, che si suonava la pianola Bontempi.
Noi, che la Ferrari era Lauda e Alboreto, la McLaren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini: e, meraviglia, la Tyrrel a sei ruote!
Noi, che la penitenza era “dire-fare-baciare-lettera-testamento”.
Noi, che ci emozionavamo per un bacio sulla guancia.
Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.
Noi, che nei mercatini dell’antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo: “guarda te lo ricordi?”. E poi ci sentiamo un nodo in gola.
Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudita violenza per le lotte sociali di classe.
Noi, che votavamo per i partiti della Prima Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI. E non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
Noi, che trovammo lavoro tutti e subito. E ci sposammo presto.
Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.
Questa è la nostra storia. Se appartieni a questa generazione, invia questo messaggio ai tuoi amici e conoscenti perché ricordino o sappiano com’era bella la nostra vita, prima…
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:05

Il palo e il tasso
5 giugno 2009

Il favoloso Bosco del Cansiglio: silenzio, profumi di resina e, nel sottofondo, il rumore della scure dei boscaioli.
Poi il trascinamento a valle sulle slitte: infine le grida dei carrettieri e lo schioccare della frusta sulle groppe dei grandi cavalli da tiro.
Alla sera il sollievo della vecchia osteria: grida, tintinnare dei bicchieri di vino, il profumo del cibo caldo.
L’ultima lanterna che si spegne: il breve e meritato riposo.
Le zattere sul Piave: i balzelli richiesti ai vari passaggi.
Alcune volte non sono bene motivati; ma il pagamento è dovuto lo stesso.
Giornate interminabili di viaggio: fatica, sudore e sofferenza.
Altre zattere, cavalli: osterie.
La campagna veneta e il fiume misterioso: il Sile.
Alla fine il miraggio: la Laguna Veneta.
Altri uomini: altri lavori.
Nell’acqua a togliere il palo vecchio e sostituirlo col nuovo.
Del primo non si capisce più il tipo di legno.
E’ coperto da incrostazioni di ogni tipo.
Fango, vari tipi di ruggini: percorso dai vermi.
Nessuno conosce veramente il prezzo, umano e materiale, di questo palo.
Così anche per il secondo nominativo del titolo.
Salvo, forse, chi ha organizzato, organizza il tutto.
Possiamo solo chiamarli col loro vero nome.
“La bricola”: e il Taeg.
Il segnale delle vie d’acqua della Serenissima.
E il tasso annuo effettivo globale.
Ma il primo era molto più preciso.
E corretto nell’indicazione…
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Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:08

I bisi de borso
18 giugno 2009

La “Pedemontana” del Veneto comprende una fascia climatica particolare.
Una struggente armonia: bellezza e salubrità.
Un territorio collinare che indica la fine della campagna: e l’inizio della collina.
Sullo sfondo, immerse nella foschia, si intravedono le forme delle Prealpi Venete.
Queste ultime segnano il passaggio verso le Alpi vere e proprie.
Quattro scalini nella natura: ognuno con il loro particolare fascino e caratteristiche.
Borso del Grappa è situato alle pendici dell’ “Alpe Madre”: il Monte Grappa.
Un massiccio che ha conosciuto tante battaglie e sofferenze.
Gli orti di Borso: fazzoletti di terra strappati all’erto e alla montagna.
Protetti dalle “margiere”: muretti di sassi posti a secco che sfidano il tempo e le intemperie.
Trattengono il calore del suolo, lo rimandano: fermano i venti freddi.
Ma parliamo di questi piselli particolari.
Per almeno tre caratteristiche: bontà, dolcezza, delicatezza.
Il Doge li voleva alla sua tavola per il 25 aprile.
Il giorno più importante: la ricorrenza della morte di San Marco.
Il patrono di Venezia.
Per assaporare uno dei piatti-simbolo della cucina veneziana.
“Risi e bisi”.
Un piatto semplice all’apparenza: ma complesso nella sostanza.
Nella sua ricetta originale non si poteva definire né una minestra né un risotto.
Alla sua corretta preparazione concorrevano vari ingredienti.
Quelli principali erano: pesto di pancetta, cipolline, prezzemolo e piselli.
Poi i secondari: brodo di carne, riso, una generosa dose di formaggio, pepe e finocchio.
Ma soprattutto loro.
“I Bisi de Borso”…
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Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:09

Quel quaderno nero
07 luglio 2009

Domenica pomeriggio, per caso, mi trovavo di passaggio a Marostica.
Nella bella Piazza degli Scacchi c'era il mercatino dell'antiquariato.
Bighellonando da un banchetto all'altro ho notato un quaderno con la copertina nera.
Era il diario di una giovinetta di Verona che stava diplomandosi maestra.
Scrittura corretta, asciutta: appassionata e appassionante.
I patemi d'animo per lo studio, i sospiri d'amore sul Ponte Pietra.
E ancora: il passeggio in Via Mazzini, il Caffè degli Studenti dove sperava sempre di incrociare lo sguardo con un ragazzo particolare, le esercitazioni di canto e ginnastica all'Arena.
Piazza Bra: il centro della città.
L'anno era il 1942: il mondo stava bruciando ma lei pensava al futuro, faceva ripassi fino a mezzanotte, usciva con le amiche.
Qualche film con i divi del momento: Amedeo Nazzari, Rossano Brazzi.
La gita di fine anno al Santo di Padova.
Ma non mi sentivo un vecchio voyeur: la lettura era un viaggio intorno all'anima, non dentro.
Non c'erano cedimenti alla commiserazione per i momenti difficili.
Solamente qualche lieve accenno.
"Oggi a Padova circolava un pò di pane bianco".
"Dalla campagna un conoscente mi ha scritto. Parte per il fronte: che Dio gliela mandi buona".
Avrà realizzato le sue aspirazioni?
In quel tempo non era ancora ventenne, adesso avrà superato gli ottanta: se non sarà scomparsa da tempo.
Un caro saluto, gentile sconosciuta...
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Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:11

La bontà d'animo
12/07/2009

Moira c'è l'ha scritto nel suo DNA.
Il segreto è sua mamma: Elena.
Quelli occhi radiosi: la risata cristallina.
Poi un matrimonio sfortunato l'ha devastata.
Nell'animo e nel cuore.
Infine è arrivatato il suo anticorpo.
Mirko è l'essenza del veneto: vera e sincera.
Il l suo triangolo magico: nell'ordine delle priorità.
La sposa, la casa: il lavoro.
Sapete: saprete sicuramente.
L'Amore: quello vero e sincero.
Prima o dopo spunta: come l'erba verde.
E vince: contro tutto e tutti.
Il latino parla all'anima: spesso dimenticata.
E l'inglese domina il mondo.
Il francese parla d'amore.
L'italiano è un mix particolare.
Arte, poesia: e bellezza.
E il dialetto veneto?
Lui è un balsamo.
Accarezza sulle guance le persone.
Quelle che formano il paesaggio dell'altra metà del Cielo.
La parte più bella...


(In dedica alla loro felicità: presente e futura.
L'undicesimo giorno del mese di luglio.
Anno Domini 2009)
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:14

La passione verde
7 ottobre 2009

Profumo di basilico! L’olfatto riporta il ricordo, lo ravviva, lo ingigantisce. La Liguria: un arco magico incastonato fra terra e mare con l’azzurro del cielo che funge da fondale.
Terra dai profondi contrasti e per questo affascinante. Non per niente i piatti di cucina più gustosi sono dati dall’unione dei monti col mare: funghi e pesci.
Una regione antica che parte dalla vita violenta nelle caverne preistoriche e passa attraverso a quella non meno dura dell’entroterra per sfuggire al pericolo che viene dal mare e dal lontano Oriente. Infine l’approdo sulle rive baciate dal sole, lambite dalle onde.
La mutazione genetica è stata lunga, aspra e dolorosa.
Cavernicoli, agricoltori e pastori. Infine: marinai.
Questo può spiegare il loro carattere ruvido in apparenza ma intriso di venature di dolcezza e umanità.
Adesso ogni baia, ogni anfratto è invaso da barche da diporto, da turisti provenienti da tutti i Paesi del mondo.
Il basilico è il primo ingrediente per il mitico “pesto alla genovese”: era già citato da Plinio il Vecchio. La memoria corre al mitico quartiere di Prà a Genova dove la coltivazione si perde nella notte dei tempi.
Ma questo barattolo parla di tante altre cose.
Per esempio dell’olio extravergine di oliva 100% italiano ottenuto con accorgimenti particolari e non invasivi al fine della purezza e bontà del prodotto finale.
Ma non basta.
Il Grana Padano D.O.P. , formaggio che risale al 12° secolo.
E ancora: i pinoli che sono utilizzati da sempre come cibo.
Il sale e, infine, la carta vincente, uno dei prodotti più antichi della terra: l’aglio.
Quello di Vessalico, un piccolo paese dell’entroterra ligure. Piccolo nel formato in confronto agli altri e dal gusto forte ma molto più digeribile: e, cosa importante, non rinviene.
Poi, non scordiamoci di Lei: di Nonna Graziella che trovò la ricetta del prodotto che state degustando all’interno di un baule lasciato dai suoi antenati nel lontano ‘800.
Un’eredità che, agli altri ingredienti nominati all’interno di questo scritto aggiunge il fascino del ricordo unito alla passione e alla dedizione delle persone coinvolte.
La storia, suggestiva e affascinante, è finita: adesso tocca a voi tramandare il gusto, la bontà e la magia di questo prodotto.
La passione verde…

(Per Federico e la sua “Compagnia”)
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Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:16

Gina
13 dicembre 2009

Dopo il sorriso di Jola.
Il suo è il secondo raggio di sole che mi illumina la giornata.
Mi scalda il cuore: mi rallegra l'animo.
Qualche minuto insieme.
Tra l'andirivieni di molte persone.
Fornitori, Clienti.
I nostri sguardi si incrociano.
E parlano di tante, troppe, cose.
Delle amarezze subite ingiustamente.
Della vita che ci scorre come sabbia nella clessidra.
Siamo simili.
Siamo calvinisti: abbiamo il culto del lavoro.
E con l'animo austro-ungarico.
Conosciamo i veri valori dell'esistenza.
Alcuni ci giudicano in modo errato.
Superficiale: e, in fondo, profondamente ingiusto.
Siamo duri come l'acciaio damasco?
Insensibili, snob: superbi?
No: come sempre la verità è una sola.
Rifuggiamo dai consumi, dalle cose di cui il mondo ci inonda.
Ma proteggiamo con cura il nostro piccolo diamante.
Il cuore puro...


(Nel compleanno del mese.
Anno Domini 2009.
In dedica a una vera Signora.
Da Bruno)
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:17

Mezzanotte e cinque minuti
21 dicembre 2009

Si racconta che Cormons, nella provincia di Gorizia, sia l’unico paese del mondo cristiano dove le campane suonino la gloria della nascita di Gesù cinque minuti dopo la mezzanotte.
Qualcuno potrà insinuare che non è vero, che la storia non appartiene a Cormons. A me l’ha raccontata una donna sul posto. Comunque sia, la favola è talmente tenera che qualsiasi paese può prenderla per sua, ma dovrà avvertire il sacrestano, affinchè sposti il gloria di Natale cinque minuti dopo la mezzanotte.
Allora sappiate che una vecchina di oltre cent’anni viveva a Cormons. Non le darò un nome, perché a quell’età una donna è una vecchina e basta.
La sera del ventiquattro dicembre la vecchina sta sferruzzando nella sua casa, quando dalla porta chiusa entra silenziosamente la Morte. La vecchina le domanda:
- E’ ora?
- E’ ora – risponde la Morte.
- Ti prego, ritarda un momento, debbo finire questa maglia di lana.
- Quanto tempo ti occorre?
- Due ore...due ore basteranno.
- E’ troppo.
- Ma io debbo finire la maglia. Ogni anno ne porto una al bambino, nella notte più fredda. Tu non senti il gelo?
Due ore di ritardo nell’ubbidire alle leggi divine diventeranno duecento anni di pene, prima di raggiungere la pace.
La vecchina pensa che la morte è gentile a darle l’avvertimento; certo, duecento anni sono tanti, due volte la sua vita. E risponde:
- Il Bambino senza la maglia soffrirebbe. Duecento anni? Non importa.
Continua a sferruzzare, con maggiore alacrità, mentre la Morte attende in un angolo. Mancano pochi minuti alla mezzanotte, quando la vecchina alza il capo e dice:
- Sono pronta.
Escono insieme e s’incamminano sotto il cielo pieno di stelle. Sul grande viale alberato debbono fermarsi. Avvolto dalla luce, il Bambino procedeva in direzione di Betlemme. La vecchina s’inginocchia a fatica, aspetta che si avvicini e gli porge umilmente la maglia.
- Il Bambino vede la Morte in disparte e chiede:
- Dove andate?
- A scontare duecento anni di pena, prima di raggiungere la felicità eterna, - risponde la vecchina.
Il Bambino la solleva e licenzia la Morte:
- Tu puoi proseguire. Accompagno io la nonna.
Le porge il braccio e ripercorre la strada. Fino al Paradiso.
Dopo il Bambino riprese il cammino verso Betlemme: quando vi giunse era mezzanotte e cinque minuti.

(dai “Racconti della tradizione friuliana)
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:19

Quella luce
30 dicembre 2009

Mattino presto: il quartiere è al buio.
Le strade rischiarate appena dai lampioni.
Attorno alla piazza si stagliano le grigie sagome degli edifici.
In un angolo brilla una piccola luce: gialla, calda.
Che brilla da mezzo secolo.
La pasticceria di Tecla e Mario.
Cinquanta anni che hanno visto il cambiamento di molte cose.
Generazioni di persone, tipi di case, gestioni di locali.
Ma loro sono ancora lì: in quella piccola oasi luminosa.
Con i loro sorrisi, la loro umanità.
Novembre ’59: dopo un duro tirocinio Mario si mette in proprio.
Sposa Tecla: una bella unione di amore e lavoro.
La sorella di lei, Grazia, dà il suo valido contributo.
Grazia: il suo nome compendia i sacrifici del dopoguerra.
L’abnegazione e il duro, continuo lavoro.
Infine, purtroppo, la malattia e il dolore.
A lei va il mio augurio più sincero.
Un raggio di sole: Francesca.
Compie i primi passi in laboratorio col padre.
In seguito al banco aiutando la mamma.
Adesso ha un suo proprio e avviato locale.
Novembre è passato: il mezzo secolo è archiviato.
Si continua: Tecla, dopo un grave problema di salute, è ancora al banco.
Suo cognato, Ezio, sostituisce la sorella.
Giovedì: il meritato riposo.
Un’amena frazione di mezza montagna: la loro casetta.
I veri valori della vita qui vengono valorizzati, rischiarati.
Da quella luce…
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:21

La vigna di Noè
6 gennaio 2010

E’ stato un viaggio lungo: nel tempo e nello spazio.
Destinazione: l’Irpinia.
Lei? Lei ha un contorno che ha i colori delle favole.
Merli e scoiattoli sul suo tronco: il tappeto è disseminato di violette.
Le sue radici esplorano il terreno per dieci metri.
Il suo tronco si sviluppa in larghezza per ottanta centimetri.
E l’ altezza?
Due metri e mezzo.
I suoi rami disegnano una rosa dei venti.
La musica è un incanto.
Un frastuono di cinciallegre e calabroni.
Il castagno la sorregge.
In fondo ha tremila anni.
Il viaggio?
Lungo e tortuoso.
Dall’Oriente dei racconti biblici.
Fino alla Magna Grecia.
L’incrocio con vari vitigni.
Profumi e sapori perduti.
Proprietà particolari.
Il nome?
Profuma di magia e mistero.
Sìrica...
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:23

Il filo rosso
4 febbraio 2010

Le sorelle Koch vennero alla luce nell’ultimo scorcio del ‘800.
Catia e Maria: una famiglia benestante.
E numerosa: ma loro non poterono perfezionare gli studi.
Come, invece, fecero i sei fratelli.
Costumanza di quel tempo.
Ma qui si dipanò il loro personale, doppio, filo rosso.
Quello dell’amore reciproco.
E la passione per la cucina.
Cerchi concentrici: appassionati e appassionanti.
Amicizie, parentele: incontri occasionali.
Quel filo fu in grado di resistere.
Alle due tragiche guerre del ‘900.
Alle loro separazioni forzate.
Durò oltre quattro generazioni.
Fornì sette ricettari.
Ricette provate più volte sul campo.
Materie prime e fuochi: e tante annotazioni.
L”excursus” di un’ epoca: i suoi cambiamenti nel costume, nel sociale.
L’immagine di una valle di una bellezza struggente e piena di fascino.
I fiori della primavera: i profumi dell’estate.
La tavolozza colorata dell’autunno: la coltre bianca dell’inverno.
Una sinfonia: delicata e particolare.

IL Primiero…
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:24

La monetina
2 marzo 2010

Ci sono oggetti che stimolano il pensiero, la riflessione: la meditazione.
Fanno correre la fantasia: e affiorare i ricordi delle persone anziane.
Quelle che hanno vissuto gran parte del secolo scorso.
Che riconoscono questa piccola moneta.
I venti centesimi del 1940.
Negli anni della guerra passerà di mano in mano.
Vedrà la gloria del dittatore: e la sua fine.
Piccole oasi di serenità.
Alla radio cantava Alberto Rabagliati.
Un gruppo musicale in voga all’epoca: tre sorelle.
Alessandra, Giuditta: e Caterinetta.
Il Trio Lescano.
Ma la musica non cancellava i rumori della guerra.
Le tragedie: morti e feriti.
Desolazione: fame e sofferenza.
Il suono delle sirene: la fuga nella cantina.
Sempre con questo piccolo talismano in saccoccia.
Così piano, piano sfilarono quelli anni terribili.
Una monetina in acmonital.
Speranza per un futuro migliore.
E, nell’attesa, molti sacrifici.
Alla fine tante illusioni perdute.
La ripongo via.
E torniamo ai nostri giorni…
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Re: Raccolta di tutti gli scritti di Blu52

Messaggioda panini e focacce » 18 mar 2011, 16:25

Il coltellinaio
12 marzo 2010

Lapland!
La terra di Babbo Natale.
Ma, oltre la fiaba, c’è il gelo: il freddo.
Perché un ventenne tedesco volle andarci?
La risposta è semplice: e senza compromessi.
Per amore: per passione.
Per imparare l’arte della forgia.
Per diventare un artista del metallo.
Un coltellinaio.
Per conoscere l’acciaio damasco.
Per racchiudere in pochi centimetri tante cose.
L’antichità: e il mondo.
Guardo il mio coltello.
O meglio il suo.
Il contatto dà emozioni.
Il dente di un fossile: “Ursus Lepsus”.
L’orso delle caverne.
Quindicimila anni fa: tornano le nostre ataviche paure.
L’ebano: il colore del nostro continente più sconosciuto.
Ma ripieno di fascino.
L’acciaio damasco: così fragile e così forte.
La spada nella roccia.
E’ una sinfonia: ci sono colori, pensieri e azioni.
Un sottofondo struggente: misterioso e delicato.
Questo coltello parla all’anima: fa vibrare il cuore.
E’ la magia della creazione…

(Fur Rober Kaufmann)
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