° Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

Pane e Lievitati - Il club dei Panificatori

Moderatori: Sandra, Luciana_D, Clara, Donna, Patriziaf, anavlis

° Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

Messaggioda Rossella » 22 mar 2007, 17:43

crispelle di riso.jpg
crispelle di riso.jpg (71.89 KiB) Osservato 3998 volte
Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

La tradizione gastronomica Catanese suggerisce per l'occasione della festa di San Giuseppe le zeppole di riso condite con Miele di zagara e cannella


Ingredienti

200 gr riso (piccolo e tondo)
100 gr di farina 00
10 gr di lievito di birra
60 gr di zucchero
300 ml di latte
350 ml di acqua
miele di zagara
zucchero a velo,
cannella
scorza d'arancia non trattata,
essenza di vaniglia
sale q.b.
olio o strutto per friggere

preparazione

Portare a ebollizione il latte e acqua insieme aggiungendo lo zucchero le zeste di arancia, cuocere il riso per circa minuti. 40 minuti a fuoco moderato, cuocendolo come se fosse un risotto, girandolo continuamente, portare a cottura fino a quando non sarà cotto un pò più del normale.
Lasciare che si raffreddi, (eliminare le zeste di arancia).
In una piccola parte di liquido(acqua o latte) sciogliere il lievito,
aggiungerlo all'impasto, insieme alla farina, le zeste d'arancia grattugiata un pò di cannella.sale q.b. e mescolare bene.
Lasciate lievitare per due ore circa.
Adagiare il riso su una tavoletta di legno o un tagliere, alte circa un dito, aiutandovi con una spatola buttate man mano le zeppole nell'olio caldo, sarebbe meglio nello strutto.( 165C° circa)
scolatele su carta assorbente, appena tiepide versatevi sopra, miele e zucchero a velo in quantità
Ultima modifica di Rossella il 23 mar 2007, 11:23, modificato 1 volta in totale.
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

Messaggioda Danidanidani » 22 mar 2007, 20:15

MARIIIIIAAAAAAAAAAAAAA! grazie Rossella! finalmente una cosa che, forse, sono in grado di fare pure io...e come sarà felice mio marito! *smk*
Daniela Del Castillo
le mie foto qui:
http://www.flickr.com/photos/8594434@N08/?saved=1
Immagine
Avatar utente
Danidanidani
 
Messaggi: 2803
Iscritto il: 26 nov 2006, 0:01
Località: Macerata Feltria

Messaggioda Sandra » 22 mar 2007, 21:02

Avete visto il miele di zagara che cola in fondo al piatto!!!Io leccherei anche lo schermo!!!!E sono a dieta perenne!!!!Cavolo!!!

Sandra
E quando ne ho voglia faccio anche qualche foto:
http://www.flickr.com/photos/43807393@N00/
Avatar utente
Sandra
MODERATORE
 
Messaggi: 8433
Iscritto il: 25 nov 2006, 15:56
Località: vence(francia)

Messaggioda Mar-Arg » 23 mar 2007, 1:55

Bravissima Rossella, mi ricordano une paline che fasceva la mia nonna!!! :roll: :roll: :roll:
Avatar utente
Mar-Arg
 
Messaggi: 53
Iscritto il: 7 mar 2007, 14:52

Messaggioda Rossella » 23 mar 2007, 11:09

Lisa ha scritto:Ah ecco, sì è una tradizione per San Giuseppe, le avevo viste anche qui, su Coqui

http://www.coquinaria.it/ubb/ultimatebb ... tml#000000

realizzate da Marisol :D

Esatto, sono una tradizione Catanese che come ho gia detto si preparano per devozione il 19 Marzo, ma le trovi nelle nostre pasticcerie tutte le domeniche nel periodo invernale.
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

Messaggioda Barbara » 23 mar 2007, 11:20

Bellissime grazie!
Secondo te è fattibile anche una versione "salata"?
Barbara
______________________________________
Un giorno senza un sorriso, è un giorno perso (Charlie Chaplin)

http://ricettebarbare.blogspot.com/
Avatar utente
Barbara
 
Messaggi: 369
Iscritto il: 27 nov 2006, 9:59
Località: Trieste

Messaggioda Rossella » 23 mar 2007, 11:23

Barbara ha scritto:Bellissime grazie!
Secondo te è fattibile anche una versione "salata"?

Non credo Brabara, le zeppole prendono sapore sopratutto con il miele.
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

Messaggioda Rossella » 23 mar 2007, 11:45

Lisa ha scritto:Ah ecco, sì è una tradizione per San Giuseppe, le avevo viste anche qui, su Coqui

http://www.coquinaria.it/ubb/ultimatebb ... tml#000000

realizzate da Marisol :D

Sono andata a vedere la ricetta di marisol, mi complimento anche con lei belle anche le sue :D
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

crespelle Catanesi

Messaggioda Rossella » 23 mar 2007, 11:49

Barbara, visto che si parla di crispelle Catanesi Ti mostro quelle salate :

crespelle Catanesi
la pasta somiglia a quella Napoletana (pasta cresciuta) :wink:

Immagine
Immagine




Ingredienti
*

1, 200 Kg di semola di grano duro;
*

50 g di lievito;
*

5 acciughe salate, diliscate e ridotte a pezzetti;
*

300 g di ricotta fresca di pecora setacciata;
*

strutto abbondante (le crispelle dovranno galleggiare), sale.


Eccovi la ricetta: entro una bacinella di ceramica o zuppiera impastate la semola con acqua calda, moderatamente salata, assieme al lievito. Impastate con le mani a lungo, con acqua abbondante, che non ci sia nessun grumo. Otterrete una pasta sofficissima, al limite dello stato liquido, che coprirete con una coltre di lana ripiegata, per lasciarla lievitare almeno tre ore. Preparare, accanto alla padella dai bordi alti per figgere, un piatto con le acciughe diliscate, ridotte a pezzetti da tre-quattro centimetri e un altro piatto con la ricotta fresca setacciata. Avvicinare il recipiente con la pasta lievitata e munirsi, vicino, di un altro recipiente colmo d'acqua, in cui, necessariamente, il cuciniere dovrà bagnare la mano destra, una volta che ha abbandonato la pasta farcita nello strutto bollente della padella.

Con rapido gesto, se si vogliono ottenere crispelle d'acciuga, prendere un pezzetto d'acciuga con la sinistra, mentre la destra si tuffa nella pasta per ritirarne un pezzetto di circa trenta-quaranta grammi. Con tutte due le mani manipolare celermente la pasta, dando una forma allungata, affinché copra completamente il pezzetto d'acciuga, che deve rimanere, celato, al centro: quindi lasciar cadere la crispella, così formata, entro il padellone. La pasta, a contatto col liquido bollente, istantaneamente s'increspa, donde il nome, ed è pronta quando assume un bel colore dorato compatto. Viene estratta con un lungo remaiolo fatto di cerchietti di metallo concentrici. Alle crispelle farcite con la ricotta viene data una forma rotonda, ma friggono contemporaneamente e poi si mettono, fumanti, a sgocciolare nell'apposito recipiente. Poi, ancora caldissime, solo quelle con la ricotta, a richiesta, possono essere spolverizzate di zucchero. Vengono trasportate a chili nei grandi cartocci di carta gialla da pasta. Per una compatta doratura le crispelle vanno fritte due volte.
Ultima modifica di Rossella il 23 mar 2007, 12:03, modificato 1 volta in totale.
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

Messaggioda Barbara » 23 mar 2007, 13:28

Rossella ha scritto:Barbara, visto che si parla di crispelle Catanesi Ti mostro quelle salate...[/b]


Grassie!!!!
Barbara
______________________________________
Un giorno senza un sorriso, è un giorno perso (Charlie Chaplin)

http://ricettebarbare.blogspot.com/
Avatar utente
Barbara
 
Messaggi: 369
Iscritto il: 27 nov 2006, 9:59
Località: Trieste

Messaggioda Typone » 25 mar 2007, 15:30

Ma lo sapevate che le crispelle di riso sono un dolce di San Giuseppe talmente popolare a Catania che le cita addirittura Wikipedia? Chissà quante decine di ricette diverse ci saranno in giro... :)

T.
Typone
 

Messaggioda Rossella » 25 mar 2007, 18:07

Typone ha scritto:Ma lo sapevate che le crispelle di riso sono un dolce di San Giuseppe talmente popolare a Catania che le cita addirittura Wikipedia? Chissà quante decine di ricette diverse ci saranno in giro... :)

T.

Già... sono diverse, chi cuoce il riso in tutto latte, o in tutta acqua, o come me, fà a metà tra acqua e latte, chi addirittura utilizza lievito chimico...chi procede come se facesse un risotto!
insomma. come tutte le ricette di tradizione, ognuno segue la sua, un pò come per la pastiera, o come le zeppole di San Giuseppe che si fanno a Napoli, e tutte le ricette di tradizione, quello che è certo, che per chi segue le tradizioni, è che ogni famiglia, per quel giorno prepara zeppole, cosi come si fà con la cuccia a Palermo :!:
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

Messaggioda Rossella » 25 mar 2007, 18:56

e ti metto anche un pò di storia.

"festa del papa'
l 19 marzo ricorre, in concomitanza con la festa di San Giuseppe, la festa del Papà. Questa coincidenza non è un caso; da un lato perché incarna la figura del padre e del marito atavico, (essendo il marito della vergine Maria e il padre di nostro signore Gesù cristo), e dall'atro perché nella tradizione popolare protegge oltre che i poveri anche gli orfani, le ragazze nubili, e, in virtù della sua professione, anche i falegnami (non a caso questi ultimi sono i principali promotori della sua festa).
Le origini della festa pare vengano dai lontani Usa. E' qui che una giovane donna decise di dedicare un giorno speciale a suo padre. Da allora sono passati ben due secoli.
Quando la festa fu esportata in Italia si decise di differenziarla dalla gemella statunitense la quale l'associava al compleanno del Signor Smart che ricorreva a giugno.
Si decise infatti di festeggiarla il giorno di san Giuseppe e di proclamarla come festa nazionale.
La festa di San Giuseppe è caratterizzata da alcune manifestazioni , alcune sono ancora in vigore , altre pare siano cadute in desuetudine.
Poiché in questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata la richiesta di un riparo per il parto e poiché questo atto viola due sacri sentimenti: l'ospitalità e l'amore familiare, esso viene ricordato in molte regioni con l'allestimento di un banchetto speciale. Così in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usava invitare i poveri al banchetto di san Giuseppe. In questa occasione, un sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti dal padrone di casa. In altre città , poiché la festa di San Giuseppe coincide con la fine dell'inverno si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria, effettuati nel passato pagano , in questa occasione si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa.!

informazioni prese da:
qui
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

Re: Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

Messaggioda Luciana_D » 2 ott 2008, 12:45

Questo forum e' un disastro :mazza:
Non riesco a smettere di copiare ricette.Ne avro' stampate almeno tre risme :lol:
Luciana
In tutte le cose e' la passione che fa la differenza.
Testarda




Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioniQUI
Avatar utente
Luciana_D
MODERATORE
 
Messaggi: 11824
Iscritto il: 10 apr 2008, 18:24
Località: Pendolare tra Kuwait City e Velletri

Re: ° Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

Messaggioda Rossella » 16 mar 2013, 6:18

Immagine

Ultimamente ho provato queste, blog di una bravissima Siciliana di Caltagirone, le ho trovate ottime!
Il passo passo è uguale, riporto le stesse immagini!

Ingredienti:

gr 500 di riso che in cottura possa amalgamarsi, (qualsiasi purchè non sia per insalate);
gr 170 c.a di farina 00 per dolci ( con basso contenuto glutinico );
gr 650 di latte intero;
gr 15 di lievito di birra;
latte q.b

miele di agrumi o millefiori;
granella di limoni fresca.

Procedimento:
Versare il latte ed il riso, contemporaneamente, in una pentola e portare ad ebollizione.
Non appena il riso avrà assorbito tutto il latte, spegnere il fuoco.
Lasciare raffreddare per 5 ore circa.

A questo punto, Sciogliete il lievito in mezzo bicchiere di latte, Impastate il riso con la farina e il lievito sciolto nel latte. Amalgamate il tutto e, qualora riteniate il composto troppo asciutto da non poter far assorbire tutta la farina, Aggiungete poco latte, tanto quanto basta.

Versate e Stendete il composto su di un tagliere. Aiutatevi con le mani bagnate, per evitare che il riso si attacchi troppo tra le dita,
Formare con un coltello delle strisce della larghezza di un 2-3 cm e friggete in olio di semi.
Fate assorbire la frittura su di un panno assorbente.
Versatevi sopra del miele di agrumi ( o millefiori ) e della granella di limoni fresca

All'inzio del post trovate la mia ricetta, a questa ultima ho apportato qualche piccola modifica.
Procedimento
Portare a ebollizione il latte e acqua insieme aggiungendo lo zucchero le zeste di arancia, cuocere il riso per circa 40' minuti a fuoco moderato, cuocendolo come se fosse un risotto, girandolo continuamente, portare a cottura fino a quando non sarà cotto un pò più del normale.
Lasciare che si raffreddi, (eliminare le zeste di arancia).
In una piccola parte di liquido(acqua o latte) sciogliere il lievito,
aggiungerlo all'impasto, insieme alla farina, le zeste d'arancia grattugiata un pò di cannella.sale q.b. e mescolare bene.
Lasciate lievitare per due ore circa.
Adagiare il riso su una tavoletta di legno o un tagliere, alte circa un dito, aiutandovi con una spatola buttate man mano le zeppole nell'olio caldo, sarebbe meglio nello strutto.( 165C° circa)
Per una cottura ottimale, suggerisco di procedere in due tempi, ossia; fare una prima frittura a fuoco dolce, una volta terminato l'impasto, procedere a una seconda frittura a 170°, conferirà una maggiore croccantezza, durando più a lungo.
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

Re: ° Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

Messaggioda anavlis » 17 mar 2013, 9:35

Grazie Rossella! *smk*
silvana


L’ironia è una dichiarazione di dignità, un’affermazione della superiorità dell’uomo su ciò che gli capita. (Romain Gary)
Avatar utente
anavlis
MODERATORE
 
Messaggi: 10425
Iscritto il: 8 apr 2007, 8:38
Località: palermo

Re: ° Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

Messaggioda Rossella » 30 ott 2016, 9:06

<^UP^>
Immagine

Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioni QUI
Avatar utente
Rossella
AMMINISTRATORE
 
Messaggi: 12648
Iscritto il: 4 ago 2006, 8:13
Località: Caltagirone

Re: ° Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

Messaggioda anavlis » 11 nov 2017, 20:37

Federica voleva la ricetta di questa bontà catanese. Chi meglio di Rossella poteva darla : Chef :
silvana


L’ironia è una dichiarazione di dignità, un’affermazione della superiorità dell’uomo su ciò che gli capita. (Romain Gary)
Avatar utente
anavlis
MODERATORE
 
Messaggi: 10425
Iscritto il: 8 apr 2007, 8:38
Località: palermo

Re: ° Crispelle di riso Catanesi uso Benedettini

Messaggioda Luciana_D » 15 nov 2017, 6:28

: Groupwave :
Luciana
In tutte le cose e' la passione che fa la differenza.
Testarda




Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto. Metti anche tu il nostro logo sul tuo blog, lo troverai nella stanza dedicata alle presentazioniQUI
Avatar utente
Luciana_D
MODERATORE
 
Messaggi: 11824
Iscritto il: 10 apr 2008, 18:24
Località: Pendolare tra Kuwait City e Velletri


Torna a Chi va al mulino...s'infarina

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

About us

Panperfocaccia.eu, è un forum di cucina ricco di ricette e procedimenti, qui troverete tante persone come voi che hanno voglia di imparare e condividere.

Nelle prime forme di vita urbana dell’Homo sapiens, così come nei laboratori degli scienziati del XXI secolo, passando per le vivaci città rinascimentali, le nuove idee nascono sempre attraverso lo scambio di informazioni e il confronto fra individui.
È proprio questa circolazione “liquida” di conoscenza che permette di esplorare nuovi orizzonti e di creare innovazione. Quando si condivide una comune cultura civica con migliaia di altre persone, le buone idee tendono a riversarsi da una mente all'altra, ecco che si verifica Uno scambio di buone idee!

Steven Johnson - uno scambio di buone idee